In Cina e Asia — L’Isis uccide due ostaggi cinesi

Ostaggi cinesi uccisi dall’Isis

L’Isis ha annunciato l’uccisione di due ostaggi cinesi, rapiti lo scorso maggio a Quetta, in Pakistan. La notizia è stata data dall’agenzia ufficiale del Califfato. A sua volta la Cina si dice preoccupata per la quando trapelato. Nei mesi scorsi il governo di Pechino ha più volte esortato Islamabad ad alzare il livello di sicurezza. I cinesi stanno investendo oltre 57 miliardi nel Paese, uno degli snodi della nuova Via della Seta. A rimarcare l’importanza strategica che il Pakistan riveste, di recente un report del Pentagono ha avanzato l’ipotesi che la Cina costruisca una propria base militare nel Paese, per garantire la sicurezza dei propri interessi e aumentare la propria influenza. Progetti smentiti in modo netto.

Alibaba è l’azienda più ricca d’Asia

Alibaba è l’azienda più ricca dell’Asia. Le previsioni sui ricavi in aumento del 49% il prossimo anno, di cui si è parlato nella prima delle due giornate dedicate agli investitori, hanno fatto correre il titolo in borsa e hanno portato a capitalizzazione del colosso cinese dell’e-commerce a 360 miliardi di dollari. In questo modo il gruppo fondato da Jack Ma ha superato dell’8% in rivali di Tencent, altro colosso cinese della tecnologia e ideatore del sistema di messaggistica WeChat. Le aspettative per le vendite sulle piattaforme Alibaba sono anche un indicatore su quale potrebbe essere lo stato di salute dell’economia cinese. Da solo infatti il gruppo di Hangzhou copre oltre l’80% dell’e-commerce in Cina.

I dolori del miliardario Guo

La possibile mina politica che minaccia il congresso del Partito comunista cinese in calendario in autunno si arricchisce di nuovi particolari. Il grande accusatore della leadership e dell’imprenditoria cinese, il miliardario Guo Wengui, è a sua volta sotto accusa. Chiamati a testimoniare in un processo i suoi lo accusano di averli istruiti per ottenere prestiti in modo fraudolento. Guo avrebbe così ottenuto finanziamenti per 470 milioni di dollari. Dal suo esilio negli Usa, Guo utilizza i social network per sparare bordate contro gli alti papaveri della Repubblica popolare. Una strategia che ha puntato il dito anche contro lo zar dell’anticorruzione Wang Qishan, di fatto il numero due del Pcc, capace di accumulare molto potere negli ultimi anni.

Giappone, l’imperatore può abdicare

L’imperatore Akihito potrà abdicare a favore del principe Naruhito. La Dieta giapponese ha dato l’ok alla legge che permetterà al sovrano di lasciare il trono del Crisantemo, assecondando la volontà dell’imperatore, espressa per ragioni di età. Spetterà ora al governo decidere i tempi della prima abdicazione in 200 anni. Una mossa che comunque non ha ancora smosso alcune tradizioni, come la possibilità di una linea di successione femminile ed è in parte osteggiata dalla destra più conservatrice.

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