Essere terapeuti oltre Cartesio

Ho iniziato la mia esperienza come psicoterapeuta nel 1987 al tempo della mia laurea in psicologia, non esistendo ancora l’ordine professionale la tua preparazione universitaria era considerata sufficiente a lavorare nell’ambito terapeutico, ma personalmente con la semplice laurea in psicologia, presa a Padova senza un contatto coi docenti, se non per i pochi attimi dell’esame, ho sentito il bisogno di imparare qualcosa di pratico e concreto specializzandomi in terapia sistemica, lavorando con individui coppie e famiglie, in programmazione neurolinguistica (PNL) e ipnosi, nel campo aziendale, e in psicologia dello sport, lavorando con squadre e singoli atleti, formandomi a Torino, Milano e Roma.

La mia è stata una preparazione portata avanti con grande interesse ed entusiasmo, iniziata ancor prima della laurea, già lavorando alla mia tesi «Sviluppi epistemologici della seconda cibernetica».

I tre titoli di differente specializzazione, a pensarci ora, mi ponevano tra i più appassionati e dediti professionisti della psicologia emergente del tempo.

Ho cominciato a lavorare, subito dopo la mia laurea, come libero professionista con regolare partita iva fin dal 1988, utilizzando la mia preparazione psicologica nel mondo del lavoro a contatto con le aziende, usando la PNL, nel mondo clinico usando la terapia sistemica, nel mondo sportivo con l’ipnosi.

Ricordo quanto ero entusiasta ed appassionato, credevo fino in fondo alla psicologia, al cogito ergo sum cartesiano, ed a tutto quello che portavo dalla mia formazione accademica.

Al tempo ricordo però quanto mi era difficile capire ciò che dava risultati in quel gran calderone di conoscenze e pratiche terapeutiche, era tutto molto confuso, in particolare nel campo clinico succedevano tante cose in una seduta ed era estremamente difficile capire ciò che serviva e cosa no per favorire cambiamento e guarigione.

Parlo di guarigione e terapia con pazienti, sì proprio pazienti, perché il mio mondo era, a quel tempo un braccio, anche se non dichiarato ufficialmente, della medicina, gli invii per lo più arrivavano dal medico, il setting era di tipo terapeutico, si parlava in termini di diagnosi e di malattie.

Non ci ho messo molto, devo dire, a rendermi conto della forte dipendenza della psicologia dalla medicina, e di quanto fosse difficile uscire fuori dall’etichetta che nasceva dall’analisi clinica, dalla diagnosi, e veniva completata nella prognosi stessa, a conclusione dell’intervento.

Dal piccolo «medico» che ero, giocoforza, attraverso il lavoro aziendale e l’esperienza nel mondo sportivo, usando le mie competenze, sopratutto l’uso dell’ipnosi, mi son trasformato in operatore nelle relazioni d’aiuto, interessandomi sempre di più al Counselling, all’Ipnosi, ed al Costruttivismo.

È passato tanto tempo da allora e la mia dedizione al «Cogito ergo sum», penso quindi sono, si è trasformata completamente diventando «Sentio ergo sum», sento quindi penso, dunque sono.

Son arrivato alla conclusione che dal momento che le parole, i pensieri e i ragionamenti, nascono dall’esperienza, e l’esperienza nasce dalle azioni del corpo, muoversi, percepire, allora è al corpo che si deve tornare per poter parlare di una nuova e funzionale epistemologia nelle relazioni d’aiuto.

La nostra ultima esperienza come scuola di Ipnosi Costruttivista, sviluppata assieme a Rosetta Minniti terapeuta di origine cranio sacrale, la potremmo definire esperienza emozionalmenteistintiva, o altrimenti somatomentalemotiva, un esperienza dove si delineano tre coscienze o consapevolezze differenti, tutte e tre ugualmente importanti per poter lavorare con l’essere umano, la coscienza mentale, la coscienza emotiva e la coscienza somatica, e dove si formano due inconsci differenti l’inconscio mentalemotivo comunemente conosciuto come. l’inconscio, che mette in relazione il mondo mentale con il mondo emotivo, ed il Tide (marea in inglese) o inconscio somaticoemotivo, che mette in relazione il corpo con con le emozioni.

Nella pratica della terapia, nell’ambito dell’esperienza cranio sacrale si parla di rilascio sommato emozionale, un momento nel quale il corpo rilascia memoria emotiva di traumi subiti, in campo psicoterapeutico ci si riferisce alla catarsi, e in campo religioso l’esperienza viene vissuta in pratiche liberatorie fino ad arrivare all’esperienza stessa dell’esorcismo.

I riferimenti a questa suddivisione partono dalla teoria dei tre cervelli di MacLean, i neuro scienziati di riferimento per tutta la sovrastruttura presa in considerazione per l’intervento sono MacLean, Damasio, Edelman, Linas, Panksepp.

Il lavoro è molto semplice e prevede di far dialogare, attraverso linguaggi mentali emotivi e corporei la mente col corpo ed il corpo con la mente, attraverso una relazione di coinvolgimento cognitivo, emotivo e sensoriale, potendo in tal modo esaltare tutti e tre i mondi di crescita, maturazione ed evoluzione personale.

Ritengo che solo attraverso il lavoro di questi tre stati mentali assieme, attraverso la trance ipnotica che ci permette di mettere in contatto questi mondi tra loro, si possa ottenere di sviluppare un metodo efficace e funzionale per affrontare la complessità psico socio fisica dell’essere umano, che possa diventare la nuova frontiera epistemologica nel campo delle relazioni di sviluppo d’aiuto e di cura.

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