Gravità Zero — Slampoiesis e filosofia

Con questa poesia ho partecipato alla mia prima competizione di Slam Poetry, il concorso AnimaFilosofia durante il Festival Della Filosofia In Magna Grecia 2016, a Noto-Siracusa: il tema proposto era il binomio Amore-Odio, che ho deciso di interpretare a modo mio, applicandolo all’ecologia.
M’accingo dunque a poetare
d’amore e d’odio,
tuttavia temo che la mia flebile voce ed il mio gracile corpo
non siano in grado di affrontare tali argomenti da solisti.
Chiederò pertanto ispirazione,
ma non ad Apollo, né ad Erato,
bensì a Demetra, dea del suolo fecondo,
poiché siamo ospiti in Sicilia, a lei consacrata.
Qui la natura sublime stupisce, la dea s’incarna
nel grano biondo
e nell’acqua di cristallo
e nella terra scura
e nel fuoco che sgorga come fiume dalla montagna.
Sembra che lei, madre amorevole, ci doni tali bellezze
perché siamo suoi figli,
pensiamo di meritarle perché il suo amore è incondizionato.
Con queste convinzioni, quotidianamente
la uccidiamo.
Infliggiamo a Demetra ferite profonde,
la avveleniamo con le nostre alchimie,
la soffochiamo coi nostri fumi,
la accechiamo con le luci abbaglianti del nostro insulso progresso
OGNI SINGOLO GIORNO.
Per un nostro capriccio, soffre:
e la terra trema
e il ghiaccio fonde
e la bufera imperversa
e torniamo a sentirci piccoli, insignificanti, siamo pulviscolo.
Amorevole genitrice o crudele matrigna?
Figliol prodico, matricida,
fermati, torna sui tuoi passi:
uomini, amate, onorate la madre,
non odiate i vostri fratelli:
non siate isole,
mondi lontani anni-luce,
perché come l’amore sarà gravità che ci attrae,
l’odio sarà forza centrifuga
che ci allontana.
