
Sembra che anche quest’anno le vacanze siano volate, ma d’altronde succede spesso, quando ci si trova bene in villeggiatura non si vorrebbe più tornare. E invece, proprio per godere appieno del tempo trascorso fuori casa, bisogna che questo abbia un limite. Ho appena raggiunto il quel confine, il giorno prima della partenza. Sono seduta sulla sdraio, davanti al bungalow che mi ha ospitato nell’arco della settimana appena trascorsa. Arredamento spartano, fortunatamente c’è il condizionatore. Nell’ambiente interno, sulla parete di fronte alla porta, c’è una grande stampa, un mare turchese puntellato di scogli su cui sembrano arrampicarsi case basse dai muri bianchi. Questa è Vieste.
Un lungo braccio di terra si protende verso il mare, quasi cingendolo. Lì si sviluppa il centro storico, su strati sovrapposti di roccia bianca. Da quei vicoli stretti è nata l’intera città, che si sviluppa in larghezza e conta circa 13.900 abitanti.
La sera del nostro arrivo, abbiamo avuto modo di visitare la parte turistica e “balneare”. Il lungomare Enrico Mattei risulta parallelo ad una delle spiagge più estese e frequentate della costa: la spiaggia di Pizzomunno. Perché questo nome? Pizzomunno è un faraglione alto più di 25 metri, situato sulla spiaggia: la leggenda vuole che sia in realtà l’amante della sirena Cristalda, pietrificato dalle sorelle di lei per gelosia; la giovane, secondo la tradizione, si reca ogni cento anni sulla spiaggia, per ricongiungersi con l’amato: decisamente romantico e suggestivo!

Vi sono numerosi monumenti interessanti, poco distanti fra loro, raggiungibili anche a piedi. Ho trovato stimolante la visita al Museo Malacologico, che espone la raccolta di conchiglie e coralli provenienti da tutto il mondo, raccolte da due collezionisti del posto. L’ingresso è gratuito, anche se ho trovato alquanto discutibile l’obbligo di dover pagare 1,00€ per fotografare l’esposizione.

Passeggiando per le vie del centro storico, ci si imbatte in scorci panoramici mozzafiato, botteghe d’artigianato, taverne e ristoranti. Dedicherò un altro articolo alla mia esperienza tra i sapori del Gargano.
Monumenti storici degni di nota sono la Chianca Amara, letteralmente una roccia simbolo dell’eccidio commesso dal corsaro turco Draguth Rais, che ivi trucidò la maggiorparte degli abitanti, dopo esser sbarcato a Vieste con 70 galee nell’anno 1554. L’epigrafe commemorativa recita: “CHIANCA AMARA FU QUESTA PIETRA SU CUI SI CONSUMO’ L’ECCIDIO”.

Continuando la passeggiata, oltre la Chianca ed il belvedere, sorge la meravigliosa Cattedrale, dedicata alla Maria Assunta: lo stile rispecchia i canoni del romanico pugliese, il campanile, benché ricostruito nel 1772 dopo un crollo causato da un terremoto, è ben armonizzato con la struttura, pur essendo tipicamente barocco. La basilica, divisa in tre navate, è un insieme di sovrapposizioni di epoche differenti.

La parte più alta della città è occupata dal Castello Svevo, voluto da Federico II. La roccaforte è edificata con bastioni massicci e non molto alti, situata in un punto privilegiato della cittadella. Al momento è una zona militare e non ho avuto occasione di visitarla dall’interno.

Di rilievo storico anche la Chiesa ed il convento di San Francesco, che dà il nome alla penisola su cui si sviluppa il centro storico (Punta San Francesco, appunto).

Personalmente, più che dal patrimonio storico-artistico, sono rimasta affascinata dalle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che offre la costa Garganica: la selce, erosa dall’acqua marina e dagli agenti atmosferici, regala spettacoli mozzafiato. Non ho intenzione di descrivere le numerose grotte e calette che ho visitato, mi limiterò a lasciare un paio di foto per non guastare la sorpresa a chi volesse visitare la costa Garganica.

Numerose compagnie di navigazione e motobarche offrono questo servizio, una gita da non perdere assolutamente!

N.B. Lungo la costa non è raro imbattersi nei trabucchi, strutture in legno utilizzate per la pesca. Questi sono abbandonati, ma vengono spesso organizzate attività di pesca turismo e dimostrazioni!
E così, immersa nella bellezza anche stavolta, si è conclusa la mia vacanza. Il regalo che mi ha lasciato Vieste la sera prima della partenza è stata questa splendida luna che si specchiava nel mare… Avrò molto altro da raccontare, prossimamente, ma spero di aver convinto qualcuno di voi a visitare questi luoghi ameni!

