(il mio primo post, o devo scrivere ‘story’?, quassù)

E allora, finisce la UE come l’avevamo conosciuta. Una nuova prima ministra -ho letto che adesso bisogna declinare tutto al femminile, sono pure un fan delle donne al potere, però linguisticamente mi sembra che la ‘a’ non stia bene, pure ‘sindaca’, però mi adeguo - per gestire la Brexit. 
Chissà se ha ragione la Merkel a dire che il Regno Unito era una zavorra e adesso chi rimane dentro volerà. La Merkel, bersaglio facile di commenti gretti in stile di quel tizio che per vent’anni, fra gli altri danni, ci ha privato della possibilità di dire ‘Forza Italia’.

A proposito, finiscono gli europei di calcio con la fine del ‘fado’ calcistico portoghese come lo conoscevamo, nuovi eroi che vengono da isole vulcaniche, nuovi giocatori che riempiranno le pagine del calcio mercato per sollazzare i sogni di giocatori di fantacalcio alla caccia di affari e mulinare le lingue dei noti ‘onniscienti calcistici’ prima che due passaggi sbagliati alla seconda di campionato trasformino un presunto campione un assoluto bidone. 
Finisce anche ‘GOT’ con tante rivelazioni e già l’attesa per la nuova stagione, per quei due episodi e mezzo in dieci puntate (ma pare saranno meno) che fanno sbarrare gli occhi.
Apparentemente è finita pure la stagione cinematografica che non esce più niente, ma potrei sbagliarmi che ho avuto da fare ultimamente e comunque un bel filmone come ‘Independence day 2’ con la felpa per non gelare di aria condizionata mentre me lo vedevo volentieri, ma siam messi così alla periferia dell’impero i blockbuster non arrivano col solleone.

Finiscono pure i miei concerti estivi, ma non finiscono di certo I concerti estivi, quelle parentesi nelle settimane accaldate utili ad agitare i piedini fra shorts e magliette, mentre la musica abbraccia una piazza, quei momenti per cui vale la pena fare la fatica del giorno dopo, vale la pena trattenere non un sorriso per una foto ma un ricordo per mesi duri.

E’ l’estate profonda, dove sembra non accada nulla, nell’attesa di probabili vacanze, di una vagonata di foto per instagram dove mostrarsi ganzi e impegnati nel divertimento. L’estate dove ragazze con gonne leggere attendono un vento nuovo che le faccia volare, mentre ragazzi troppo attenti al look o al calcio in tv non se ne accorgono.

Da parte mia, bevo gin tonic con pezzetti di cetriolo dentro, mescolo il ghiaccio per sciogliere tensioni accumulate o solo per sentire tintinnare quei cubetti come un richiamo per qualcosa che avverrà.
Forse dopo l’estate, che d’estate finisce un po’ tutto, ma poi non finisce niente, perché quando finisce una cosa basta mettersi lì un po’ e concentrarsi un po’ e aspettare un po’.
Un po’, può bastare.

(ciao ‘medium’, questo è il mio primo post quassù, un tentativo. mi dispiace abbassare la media qualitativa, ma il posto è bello, così bianco e pulito, che un tentativo andava fatto…)