Pensiamo di essere multitasking, invece in quasi tutte le nostre attività, legate a un’interfaccia o meno, la nostra attenzione è selettiva

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Cover di Michele Zamparo

Pensare i computer partendo dall’interfaccia

Nel film su Steve Jobs — quello diretto da Danny Boyle e tratto dalla biografia scritta da Walter Isaacson — il personaggio di Steve Wozniak (co-fondatore di Apple), in due discussioni con Jobs, dice che il Mac non è suo: è un’idea di Jef Raskin.

Jef Raskin (1943–2005) era un docente dell’Università della California. Assunto da Apple lavorò all’Apple II e poi diede vita al progetto Macintosh. Raskin voleva realizzare un computer veloce, economico e facile da usare. Partiva dall’idea che, per raggiungere una maggior diffusione dei computer, bisognava progettarli a partire dalla interfaccia. Idea decisamente originale e rivoluzionaria all’epoca.

Scrive Nicola D’Agostino su Storie di…


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Sull’annuale report di John Maeda e sul ruolo del design nella tecnologia e nelle news

John Maeda è un designer americano con una formazione ibrida. Dopo essersi laureato al MIT (Massachusetts Institute of Technology) si è iscritto alla Scuola di Arte e Design dell’Università di Tsukuba in Giappone. È tornato al MIT, dove ha lavorato per più di dieci anni come docente e ricercatore. È stato poi il preside della School of Design di Rhode Island. Oggi è partner del fondo di venture capital KCPB e da poco ha assunto il ruolo di head of computational design and inclusion presso Automattic, l’azienda dietro Wordpress.

Ogni anno Maeda realizza un report sullo stato del design e sull’impatto che sta avendo sulla tecnologia e in generale sul business delle aziende. Nel report, Maeda mostra quanta attenzione e interesse c’è nei confronti del design da parte delle grandi aziende, sopratutto tecnologiche. Negli ultimi anni aziende come Accenture, Facebook, Google, Airbnb hanno acquisito decine di studi di design. …


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Tre libri che ho consigliato e citato spesso quest'anno

Ogni anno, a inizio anno, Goodreads ti invita al reading challenge e ti chiede quanti libri vorrai leggere nei prossimi dodici mesi. Ogni anno la sfida di lettura con me stesso è di 30 libri. Non ci arrivo quasi mai, ma mi ci avvicino quasi sempre. Mi fermo tra i 20 e i 25. Non segno proprio tutto quello che leggo, cerco comunque di essere fiscale: segno solo i libri che ho finito, non segno quelli lasciati a metà. (Non conto, chiaramente, i tanti estratti di eBook che leggo).

Quest’anno ho letto 23 libri, più cinque lasciati a metà, più due che sto leggendo in questo periodo, e che probabilmente finirò prima del 31 Dicembre. …


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Tre segnalazioni di tre libri, tra gli altri, che mi sono piaciuti

L’estate, come le vacanze di Natale, pare sia uno dei momenti dell’anno in cui si legge di più. Si intensificano i consigli e le liste di libri da leggere. Si intensificano le offerte e le promozioni dei cosiddetti “libri da spiaggia” da parte delle case editrici. Sull’origine dell’espressione “libri da spiaggia” c’è un bell’articolo de Il Post:

Anche se l’espressione è recente, la lettura di romanzi è da sempre associata allo svago e quindi alle vacanze. …


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Una raccolta di link

Di recente mi è capitato di fare una mattinata di lezione di approfondimento su font e tipografia web.

A fine lezione mi hanno chiesto di condividere i link delle cose che avevo citato. Ho fatto una pagina web e l’ho condivisa. Poi ho pensato che questa raccolta di link potesse essere utile anche a qualcun altro, anche senza il mio intervento a voce. Ho fatto qualche integrazione e ho fatto questo post.

Tool per provare font sul proprio computer

Ci sono programmi, come Fontstand e SkyFonts, che permettono di provare un font prima di acquistarlo. La prova dura un’ora. Fontstand ha anche un interessante sistema di licenze. …


Come la Pixar gestisce progetti e creatività

Kevin Ashton, fondatore nel 1999 dell’Auto ID Center, diventato poi Auto-Id Labs, il laboratorio di ricerca del MIT che ha gettato le basi tecnologiche per il cosiddetto internet delle cose, in un articolo pubblicato su Medium (in italiano sul numero 1105 di Internazionale) sostiene che il brainstorming does not work, non funziona, e quasi sempre è solo una perdita di tempo.

Il brainstorming è stato introdotto intorno agli anni ’40 dal pubblicitario Alex Osborn, che ci ha scritto anche un libro, How to think up. …


Due reportage di Vice

Sul sito della versione italiana della rivista canadese Vice due interessanti reportage di due italiani a Londra e Berlino. Riporto sotto due piccoli estratti.

Le fasi della vita di un giovane italiano a Londra

di Gian Volpicelli

So di dire una banalità quando dico che Londra è cara, ma Londra è cara. A Roma un anno di abbonamento ai mezzi, che fanno schifo, non passano mai, sono solo due linee, ok, ma un anno di abbonamento costa 250 euro; a Londra un mese costa l’equivalente di 162 euro — e solo se rimani nelle due aree centrali (su nove) […]

Londra […] è equa: se le cose vanno male non puoi incolpare la congiuntura economica, il familismo o la corruzione. Probabilmente stai solo sbagliando qualcosa. È facile (e consolatorio) non farcela in Italia, dove tutto è un casino, e la colpa è sempre di qualcun altro. …


Un anno fa Richard Turley, dopo cinque anni da creative director a Bloomberg Businessweek è passato a MTV con il ruolo di senior vice president of visual storytelling.

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In questa intervista (in due parti) su It’s Nice That Turley parla della sua esperienza a MTV e da inglese negli Stati Uniti, delle differenze tra Londra e New York.

L’idea alla base del suo lavoro negli ultimi mesi è stata quella di usare la tv come un social media, sia nel linguaggio visivo, sia nell’approccio, creando una serie di idents (quei video di pochi secondi che appaiono prima dell’inizio dei programmi) che sembrano gif animate ispirati a temi di stretta attualità.

In questo video sono raccolte alcune delle nuove clip di MTV realizzate Richard Turley.


Estratti di interviste ad autori di serie tv

Quanto ci piacciono le serie tv. Quanto ci piace scrivere di serie tv.

La Lettura, l’inserto domenicale del Corriere della Sera aveva tracciato una serie di profili degli autori delle serie tv. (Li ho poi raccolti in un post).

Nell’estate 2013 due riviste, IL Magazine — il mensile de Il Sole 24 Ore — e Studio hanno dedicato un intero numero alle serie tv.

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Studio e IL Magazine di Agosto 2013

A Dicembre del 2013 Link — Idee per la televisione, «un magazine che studia la tv e la comunicazione da un punto di vista inedito» (come dicono sul loro sito), pubblica un numero speciale dedicato interamente agli autori delle serie tv: Serial Writers.


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Roberto Blefari su Behance (http://bit.ly/1fjdoYp)

Nel bel libro di Nick Bilton sulla nascita di Twitter viene riportata l’email che Ev Williams (uno dei fondatori e fondatore anche di Blogger e Medium) inviò al consiglio di amministrazione nel 2008 spiegando perché bisognava rifiutare l’offerta di Facebook di 500 milioni di dollari (nel 2008 Twitter nel aveva due anni di vita).

Secondo me ci sono tre ragioni per vendere un’azienda:

1. Il prezzo è interessante o è pari a un valore che l’azienda acquisterà in futuro (Abbiamo detto in diverse occasioni che Twitter è un’azienda da 1 miliardo di dollari. …

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Cirox

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