Come formiamo i nostri stereotipi? e come possiamo crearne di “buoni”? Un’ipotesi di ri-mediazione culturale a partire dalle parole. Come funziona la costruzione della visione del mondo che ci facciamo? Parole e immagini.

C’è il mondo. Quello in cui viviamo. Quel mondo è percepito/ vissuto/ esperito/ raccontato tramite una visione e una successiva condivisione con altri della stessa visione.

Quella interpretazione e condivisione creano stereotipi e prototipi delle “cose” del mondo. In parole semplici: tutto ciò che esiste di cui le persone fanno esperienza e vedono.

image by Jon Tyson

Prototipi e stereotipi diventano così gli strumenti di interpretazione del mondo e dello stare…


breve provocazione sul termine femminismo

Photo by Tim Mossholder on Unsplash

Lo sostengo da un po’, c’è bisogno di parlare di #imperativofemminile — ho scelto un aggettivo che indica comando per definirlo.

E’ vero: ogni volta che ci si accosta con una riflessione al femminismo si rischia di finire in una nicchia, di chiudersi invece di aprirsi, di rischiare di comunicare la cosa sbagliata.

Lasciando a parte la storia che il femminismo ha in sè, mi sto chiedendo se il termine sia quello corretto o se rischi di creare un pregiudizio, un preconcetto al solo pronuncialo. …


Quante volte avete sentito, letto, scritto siamo in un’epoca di tempo sospeso? Tante, troppe.

Una bugia. Non si tratta proprio per nulla di tempo sospeso, al massimo siamo noi, ad essere sospesi, il tempo scorre con tutto quello che implica. E, secondo me, non dobbiamo “sospenderci” anzi. Rizzare le orecchie, attivare i sensi, perchè, anche se non andiamo in ufficio, anche se i nostri figli ci fanno più richieste del solito, continiamo a vivere ogni giorno, esattamente come prima del covid-19.

Photo by Bruno Figueiredo on Unsplash

Pensiamoci e facciamo in modo che non diventi tempo sprecato. Perchè il tempo ontologicamente non può far altro che…


5 spunti di riflessione durante la quarantena.

No, non siamo in guerra. Abbiamo cibo, TV, vestiti, un tetto sulla testa. No decisamente non siamo in guerra. Certo abbiamo un nemico da combattere tutti insieme (si questo ultimo aspetto è abbastanza impegnativo).

idea/testo/disegni Matilde P. “mappa per quando non ci sarà più il coronavirus”

Innumerevoli le cose che si stanno scrivendo e leggendo ai tempi del Covid19 e non voglio aggiungere inutili parole. Scrivo qui — per narcisismo (come sempre) — e per futura memoria 5 spunti di riflessione.

Quando il virus la corona non l’avrà più, credo possano essere utili.

1. riscoprire la lentezza ( dai ritmi quotidiani da seguire a nuovi…


Online non posso e non voglio essere io, ma è davvero una scelta?

Tu che sei “yogica”… un frammento di una chiacchierata con un amico. Da qui parte la mia riflessione. Chi siamo online? colui che ( e lo ringrazio per lo spunto) si è rivolto a me incasellandomi in quel “yogica”, mi conosce da anni, da prima dell’arrivo di Instagram e compagnia danzante e conosce la “me analogica”. Da qui la domanda: se chi mi conosce da tempo si rivolge a me in quel modo è ovvio che i social sono entrati con prepotenza nella mia “vita analogica”. Più di quello che ritenevo.

Mi è stata appioppata una definizione, sono incasellata. E’…


Rubo e riporto qui di seguito integralmente lo scritto di Penny — Insegnante, blogger, scrittrice— non ha bisogno di commenti ulteriori a mio parere. Buon #8marzo !

Figlie mie, siate delle fottute egoiste.

Pretendete ciò che è vostro.

La maternità non è una missione.
Il matrimonio neppure.
La vostra esistenza sì.

Siate egoiste quando vi chiedono di rinunciare in nome della famiglia.
Non alzatevi da tavola, se un uomo non lo ha fatto prima di voi.

Ritagliatevi spazi degni, per fare ciò che vi piace: cinema, teatro, passioni.

Siate egoiste quando vi chiedono di essere il loro “tutto”. Che siano figli, partner, amici. Tenete qualcosa per voi. Di segreto. Protetto. Irraggiungibile.

Siate egoiste. Non condividete ogni cosa. Ci sono luoghi che vi devono appartenere in maniera esclusiva…


Quando l’enigma è culturale (brevissima riflessione)

Sono fuggita dal caldo umido in montagna e ho pensato (sbagliando) di comprare una copia della Settimana Enigmistica credendo di riuscire a dedicarle del tempo, errore.

Primo: perchè i nostri due cuccioli non mi danno tempo di farlo, anche se ho due braccia in più ad aiutarmi e secondo: perchè la mia mente è in pausa (temporanea spero), mannaggia proprio come i muscoli o li alleni o si rilassano…

Quello sopra è solo un inutile preambolo — siparietto famigliare, (mi piace scrivere) per dire che sfogliando la suddetta “Settimana” trovo la seguente vignetta:

Questa…


che noia, anche qui femminismo… e vabbè abbiate pazienza e magari leggerete qualche storia interessante sconosciuta ancora e B25 aprile!

Ad esempio la storia di Edera, che, destinata con altri ad essere fucilata alla schiena, davanti al plotone di esecuzione trova la forza di voltarsi, in un gesto estremo di ribellione.

oppure dare un’occhiata alla gallery fotografica di Io Donna che ricorda le donne della Resistenza.

Chi era Lucia Ottobrini?

Teresa Mattei? Paola Garelli? leggete.

Perchè il silenzio sulle donne della Resistenza?

prendetevi un po’ di tempo per questo:



Non è che il problema sta tutto qua? Non è che usiamo il termine sbagliato?

Non so se ho la soluzione e se la strada è quella giusta ma faccio con voi una riflessione ad alta voce. Mi sono imbattuta in due immagini che illustrano la differenza fra equità e uguaglianza e, forse per la prima volta — ahimè — ho pensato al significato dei due termini. Magari le due parole semplicemente appartengono a due campi semantici diversi e non adrebbero messi insieme, magari invece no. Forse bisognerebbe aggiungere alla mia riflessione anche termini come<<diversità>> << empatia>>, in ogni caso qui di seguito ecco cosa è venuto fuori pensando a equità e ugualianza.

Tutti si…

claudia dani

a volte scrivo, a volte fotografo, mamma, in love, studentessa ashtanga yoga

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