Vi racconto una storia…

… che poi una storia non è. E’ un sogno, una corsa, una capriola, un volo verso l’alto, una missione o un ricordo. Senz’altro una urgente necessità.

Ho iniziato a scrivere che ero una bambina. Nel primo sogno che riesco a ricordare smarrivo la strada per tornare a casa: mi disperavo e piangevo.

Poi abbassavo gli occhi e a terra trovavo un foglio di carta immacolato ed una penna: ecco, mi dicevo, sono salva. Asciugavo le lacrime. Mi ritrovavo.

E da allora è sempre un po’ così. Nei momenti di smarrimento trovo sempre il modo per riagganciarmi alla realtà, a me stessa, al Cielo: con un foglio di carta ed una penna in mano mi sento invincibile.

Come se brandissi una bacchetta magica tutto diventa possibile: abbasso gli occhi, asciugo le lacrime, riprendo fiato. E scrivo.

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