Numeri in salsa agrodolce.

https://www.youtube.com/watch?v=vvRkJzVQBP0

Pensandoci ora gli anni del liceo mi sembrano appena dietro le spalle quanto lontani anni luce. È stato un periodo davvero…particolare? Non saprei come descriverlo. Ero in uno di quei momenti dove non sopportavo nessuno e non mi piaceva nulla, se non chi o cosa dicevo io.

Il primo giorno di liceo scientifico (penso il meno adeguato a me, ma non mi pento della scelta indotta) non me lo ricordo, faccio meno fatica a ricordare quello delle medie, so però di aver pensato “Che ammasso di figli di papà, e ci devo passare i prossimi 5 anni.” In realtà non è stata così tragica come avevo previsto all’inizio (tendo a vedere il bicchiere mezzo vuoto, a ognuno i suoi difetti).

“Che bello, stai iniziando il liceo, saranno i migliori anni della tua vita!” Ecco, non so in quanti me l’abbiano detto. Ma no, e ribadisco anche col senno di poi, proprio non li definirei i migliori anni della mia vita. La scelta dell’istituto mi faceva cagare, seguivo volentieri la metà delle materie, i compagni invece erano carini. Su 27 comunque sono rimasta in contatto con due soli di loro, e uno facente parte del secondo istituto. Ebbene si, in terzo ho cambiato, mi ha implorato il professore di algebra, i numeri non facevano decisamente per me.

In ogni caso avevo una vita decisamente attiva e più soddisfacente al di fuori del liceo. Il primo anno infatti mi ero decisa ad iscrivermi a una scuola di musica (la cara e vecchia Ro.Gi) dove ho conosciuto quello che è diventato il mio migliore amico, poi ex migliore amico, ma questa è un’altra storia. Con lui passavamo veramente un sacco di tempo insieme, suonavamo i pomeriggi interi, ascoltavamo musica, e tentavamo di farne. E così ci venne in mente, per alleviare i patemi d’animo dati dalla scuola, di mettere su un gruppetto simil punk, o quel che sarebbe uscito fuori: in buona sostanza volevamo divertirci e fare un pò di casino. Ci abbiamo messo veramente niente a trovare altri due scapestrati, e così dopo un pò di prove, siccome eravamo tutti frequentatori assidui di circoli giovanili ci siamo buttati nella mischia.

Quello è un periodo che ricordo veramente col sorriso, ci divertivamo da matti, la nostra musica faceva sostanzialmente schifo, ma eravamo felici. E credo se ne fossero accorti anche i miei perché, inspiegabilmente, se conosceste in particolare mio padre capireste, lui era il primo ad accompagnarci tutti e 4 in giro per Roma e ditorni a suonare senza batter ciglio. Aspettava veramente orari improponibili e poi alle 7 lui a lavoro e io a scuola. Santo uomo, gli devo ancora una statua placcata d’oro.

Visto in quella prospettiva il liceo era diventato più che sopportabile, si trattava di stare lì 5/6 ore, farmi i cazzi i miei e poi vivere la mia vita al di fuori. Gruppo, sale prova, amicizie derivate dai concertini e..la mia prima storia. Ahimè col chitarrista del gruppo, errore da pivella. Ma, nonostante la tragedia fatta lì per lì quando è finita (siamo stati bravi eh, 2 anni di storia a 16 anni è tanta roba), perchè ovviamente ci ho rimesso anche il gruppo..ricordo tutto con un sorriso agrodolce.

In fondo, non mi sarei mai aspettata di essere dove sono ora circondata dalle persone che sono con me adesso quindi è stato tutto, anche la mia media del 3,3 periodico in algebra, indispensabile.

(Io sono quella cosetta con i capelli corti sulla destra.)