Future Food for Climate Change
In che consiste? perché è così importante per l’Italia e per il Pianeta? Perché essere climate leader non significa assolutamente niente?
Ieri (4.9) a Bologna, presso Scuderia Future Food Urban Coolab sita in Piazza Verdi, il Future Food Institute ha presentato il programma “Future Food for Climate Change”.
Il programma dell’evento, che inaugura anche la stagione delle “Food is a Conversation” — lo trovate qui: https://www.facebook.com/events/1680470928747984/
Future Food for Climate Change — FF4CC, nasce di agire e agire in fretta per mitigare l’effetto dei cambiamenti climatici e combattere la crisi ambientale che l’umanità sta affrontando. La madre di tutte le crisi. Quella che genera problemi sociali (avete mai sentito parlare di migranti climatici? Sapete che sono più di 140 milioni di persone? Conoscete i loro diritti?); economici (sapevate che ci vogliono 90 trilioni di dollari per raggiungere gli SDGs, obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, finalizzati ad abbassare le temperature che surriscaldano il Pianeta? Sapevate che stiamo perdendo 23 ettari di terra al minuto a causa della crisi climatica?); di salute e vita per l’uomo e per il Pianeta, legati alla sicurezza alimentare e delle acque, che assorbono inquinamento e acidità e provocano gran parte dei disastri a cui assistiamo.
Come?
Partiamo dall'innovazione nel settore agroalimentare, come possibile soluzione per spezzare l’attuale rapporto tra cibo e clima.
È un’innovazione culturale e tecnologica. FF4CC parte infatti da 2 asset principali: knowledge e business. Due anime capaci di creare un impatto concreto sull'ambiente. Le azioni del programma possono invece dividersi in 3 pilastri principali: formazione, innovazione e “community”. Il programma si articolerà in 6 progetti Paese: Cina, Giappone, Thailandia, Stati Uniti, Europa e Paesi in Via di Sviluppo. Le prime azioni concrete saranno Hackathon e 4 Summer School in Thailandia, Cina, Islanda e Stati Uniti.

FF4CC quindi prevede di fare molto. Ma soprattutto di far fare.
Cioè di ispirare e guidare comunità che dal basso potranno realizzare climate actions, geo-localizzandole per mapparle e per creare un effetto moltiplicatore positivo, nella considerazione che sia l’innovazione che i cambiamenti climatici sono sforzi collettivi. Che tutti noi possiamo e dobbiamo agire e agire e in fretta.
E’ per questo che ieri mostrando con grande orgoglio la mia “green pin”, la spilletta del The Climate Reality Project di Al Gore che mi identifica come “Climate Leader” ho ringraziato la Presidente Nazionale Paola Fiore presente all’evento, così come gli altri 3 Leaders in sala, di cui uno proveniente dalle Marche per l’occasione, dicendo che sono fiera di far parte di questo movimento e che: “essere Climate Leaders non significa assolutamente niente”.
Chiunque infatti può e deve sentirsi agente del cambiamento. Il proprio e quello delle future generazioni.
Chiunque dovrebbe smettere di aspettare che qualcuno si occupi del proprio futuro, con leggi, regolamenti, persino camion della spazzatura che raccolgono plastiche per strada, progetti, proposte. Chiunque si dovrebbe sentire Governo. Anzi, ne dovrebbe sapere di più. Dovrebbe agire come se il futuro che sta delegando fosse davvero il suo, perché lo è.
Questo è FF4CC.
Un programma che parte dall'osservazione dei paradossi del Pianeta e agisce, chiedendo agli umani di agire e facendo squadra con quelli più attivi, come appunto la Federazione Italiana Diritti Umani — Commissione Ambiente e Innovazione; The Climate Reality Project Europe; Youth Climate Leaders Network; UNIDO ITPO Italy che, tra gli altri, ci supportano.