Aggressione fascista a Bari: cosa è successo?

Venerdì 21 settembre le strade di Bari sono state invase da una manifestazione antifascista e antirazzista. Una marea di persone ha detto che Bari non accetta l’intolleranza e l’odio. Una marea festosa.

Finito il corteo stavamo tornando a casa per le strade del quartiere Libertà. 
Sono le stesse strade in cui la scorsa settimana Salvini e i suoi amici neofascisti e ex missini hanno denunciato un grave problema di sicurezza: dicono sia pericoloso camminare per strada di sera per colpa degli immigrati.

In tanti anni in quelle strade non ho mai avuto problemi se non a causa di italianissimi concittadini, criminali e fascisti.

In questo caso stavo tornando a prendere la mia bici contento della riuscita del corteo quando insieme all’europarlamentare Eleonora Forenza e Antonio Perillo (compagno napoletano e collaboratore di Eleonora al Parlamento europeo)abbiamo incontrato una ragazza molto preoccupata, era di ritorno dalla manifestazione con il suo bambino nel passeggino.

Nella strada di casa sua (in cui c’è anche la moschea) davanti alla sede di Casa Pound c’era un gruppo di trenta fascisti schierato con mazze e catene davanti alla sede. 
Non c’era traccia di alcun poliziotto. Eppure nel pacifico corteo antirazzista i poliziotti erano tantissimi e ben attrezzati.

Abbiamo atteso con lei pacificamente e senza provocazioni che scendessero di casa le sue amiche, anche loro con figli nel passeggino per evitare di lasciarle da sole in quel contesto vergognosamente lasciato scoperto dalla polizia. 
Non pensavamo che si sarebbero lanciati su di noi che eravamo lì con i bambini piccoli. Ma a quel punto dal gruppo di neofascisti si è mosso verso di noi un gruppo 7/8 di loro, arrivandoci contro con mazze, cinghie e catene.

Io sono stato colpito da una cinghiata con un grosso peso da sommozzatore legato all’estremità, ma sono miracolosamente riuscito a parare il colpo e me la cavo con qualche acciacco e dolore (7 giorni di prognosi).

Agli altri non è andata così bene e le condizioni di Giacomo e Antonio sono peggiori delle mie con parecchi punti in testa e diverse ferite. Sono lucidi e stanno bene, ma la violenza con cui si sono accaniti su di loro è stata davvero brutale.

La polizia è arrivata solo tempo dopo quando le aggressioni si erano moltiplicate e i passanti scappavano terrorizzati. 
All’arrivo della Polizia però il cordone e le cariche sono state riservate ai manifestanti antifascisti e non agli aggressori.

Questa volta non ci sediamo dalla parte del torto.

Essendo partita una campagna social vergognosa con commentatori seriali e menzogne ho deciso di scrivere alcune spiegazioni alle obiezioni e accuse rivolte a noi aggrediti. In un mondo normale non dovrebbe essere necessario giustificare nulla del nostro comportamento, ma è meglio perdere qualche minuto per scrivere questo resoconto e farlo circolare qualora tra i commentatori violenti e le accuse ci fosse anche solo una persona in buona fede.

“Perché siete passati dalla strada della sede di Casa Pound? Che ci facevate in quella zona? Ve la siete cercata!”

La manifestazione si è conclusa nella piazza antistante alla Chiesa del Redentore. L’angolo tra via Eritrea e via Crisanzio — luogo dell’aggressione — è a 4 isolati dalla chiesa. Leggendo i commenti di alcuni sostenitori di Casa Pound sembrava fossero due zone totalmente distinte della città.

Vista la vicinanza con la manifestazione antirazzista e antifascista non riesco davvero ad accettare che la Questura abbia lasciato totalmente sguarnita la sede neofascista al termine della manifestazione. Quando siamo passati di via Crisanzio angolo via Eritrea non c’erano camionette, pattuglie, vigili urbani, nessuno. Eppure si è consentito a un gruppo di neofascisti armati provenienti anche da altre città, di radunarsi e muoversi indisturbati.

“Sì! ma potevate fare un’altra strada”

Per tornare verso Piazza Umberto (luogo da cui era partita la manifestazione e in cui avevo legato la mia bicicletta) si possono fare due strade: via Crisanzio e Corso d’Italia. Entrambe le strade sono perpendicolari di via Eritrea e tangenti alla sede di Casa Pound Italia. Era un passaggio pressoché obbligato.

“perché siete passati da lì, è pericoloso”

I filo fascisti che dicono questa cosa implicitamente ci danno ragione quando diciamo che quella sede andrebbe chiusa. È stata provocatoriamente aperta appositamente in via Eritrea a pochi portoni di distanza dalla moschea. Se è pericoloso passare nei pressi della loro sede evidentemente sarebbe meglio intervenire e chiudere quella saracinesca.

“eravate lì con i passeggini, irresponsabili”

il corteo era pacifico e c’erano tanti con i propri figli che manifestavano pacificamente. La ragazza che abbiamo raggiunto era sotto casa sua, luogo in cui credo avesse pienamente diritto di essere, sicuramente più di tanti neo-fascisti venuti da altre città per aiutare i neofascisti baresi nell’aggressione premeditata. Qui lei racconta l’accaduto http://bit.ly/viaeritrea.

I capi di Casa Pound nei loro comunicati ufficiali pubblicano la foto delle camionette schierate con l’antisommossa davanti alla sede e di un folto gruppo di manifestanti all’entrata di via Eritrea. Dicono che ci sia stato un assalto dei manifestanti e che si siano difesi. Peccato che quella foto è stata scattata da un fotografo di Repubblica alle 23.30 mentre l’aggressione è avvenuta alle 22.15 circa. Il loro tentativo di diffondere menzogne è imbarazzante.

Anche nella versione delle forze di polizia gli identificati e portati in questura sono tutti di Casa Pound, le vittime dell’aggressione sono tutte dalla parte dei manifestanti.

Leggo su alcuni giornali che si tratterebbe di uno scontro tra bande. Una banda con un europarlamentare, donne e bambini nel passeggino..?

È stata un’aggressione premeditata e vergognosa.

Una vergogna indicibile in un paese in cui l’emergenza fascismo è sempre più preoccupante e impone a tutti noi l’esigenza di organizzarci, non arretrare, continuare a mobilitarci in migliaia in tutt’Italia contro l’odio e la violenza di queste carogne.

Ma soprattutto chiedo io alle istituzioni locali: perché si consente che una sede neofascista sia aperta e attiva nella nostra città?

Video della conferenza stampa in cui spiego nel dettaglio l’accaduto

Video poco dopo l’accaduto

SE ERAVATE PRESENTI O AVETE INFORMAZIONI UTILI O SUGGERIMENTI CONTATTATEMI.

Smontiamo insieme le falsità e la propaganda neofascista.