Le recensioni: Sergio Sture — Io è una Parola di Tre Lettere

Provate a pensare a quante emozioni racchiude un romanzo. A tutte le simpatie — e le antipatie — che potete provare per questo o per quel personaggio. A quante volte ci commuoviamo, sorridiamo, tratteniamo una lacrimuccia.

Se c’è una cosa che posso dirvi in merito a questo romanzo, è che non è possibile provare delle antipatie. O meglio, sarebbe scorretto nei confronti di questi personaggi. Ci ho messo un po’ a realizzare questa cosa, circa tre quarti di romanzo.

Ma, andiamo con ordine. Che cos’è Io è una parola di tre lettere, edito da Book a Book e scritto da Sergio Sture. Ma soprattutto, cosa vuole insegnarci?

Dody è un ragazzino che ha già un enorme problema, un problema che accomuna tutti gli adolescenti: traghettare dalla fase in cui gli altri possono essere tanto innocui e amici quanto perfidi e indifferenti, a quella in cui si cresce e si cerca di maturare dopo essersi creati una propria identità. E poi, Dody ha un altro problema, che è quello più insormontabile per lui. È balbuziente.

Anzi, no. Non è quello il suo problema maggiore. Il suo problema maggiore è che i suoi genitori minimizzano il problema, lo riducono a un blocco, gli chiedono solo un piccolo sforzo. I compagni di classe lo deridono, quelli del dopo scuola nemmeno lo notano. E la sorella, che potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per lui, escogita modi sempre diversi per umiliarlo.

La storia di Dody è in realtà la storia della sua famiglia, spezzata come le sue parole. Una madre depressa, dopo la consapevolezza che il marito ha preferito un’altra a lei, e un padre dalla vita sfarzosa e patinata, spesa al fianco di una donna tutta mascara e risatine plastiche.

Quale sarà la salvezza di Dody, in tutto questo groviglio di derisioni e sgambetti?

L’autore: Sergio Sture vive e lavora alle porte di Venezia. Nel corso degli anni ha frequentato organizzazioni di balbuzienti europee e americane, grazie alle quali ha potuto conoscere storie ed esperienze che hanno offerto lo spunto per questo breve romanzo

Quanto costa: 12 €

Perché leggerlo: Credo che Io è una parola di tre lettere insegni una grande lezione. Aiuta a capire che chi è diverso da noi, talvolta, può salvarci. Può renderci migliori, in tutti i sensi. Credo che valga la pena di leggerlo soprattutto per quello, per capire differenze sottili e meccanismi fragilissimi.

La frase: «A quel “fare l’amore” non potemmo trattenerci dal ridere. Di nuovo, e stavolta di un gusto un po’ più intimo. La parola amore ha sempre il potere di creare legami, in qualche maniera»