In una società democratica e libera il Teatro è essenziale

Abbiamo da sempre un concetto etico del Teatro. Fatto di verità, cioè non distaccato o peggio indifferente, da quello che gli accade intorno: si porta addosso tutti i dolori umani, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, i disagi dell’anima.

È il solo modo che abbiamo per far sentire la nostra voce!

Non per dare messaggi, soluzioni, o dibattere su argomenti sociali o politici. Il Teatro ha ben altra forza: il suo linguaggio, che è poesia senza filtri o falsificazioni; la capacità di connettere il pensiero creando relazioni che…


Se lo spettacolo inizia nella finzione, il suo obiettivo è quello di integrarsi nella realtà, nella vita.

Il teatro è esso stesso un Esilio

A patto che non divenga isolamento. Subìto o ricercato per indolenza intellettuale.
Come su una zattera, gli attori creano in palcoscenico la propria enclave per salvarsi dalla follia, dall’epidemia, che ha invaso la città.
Esilio volontario e imposto!
Ma il teatro non è un luogo “chiuso a chiave“. Non cede all’ineluttabile condizione. Urla!

«Il teatro deve farsi uguale alla vita, non alla vita individuale… ma a una sorta di vita liberata, che spazza via l’individualità umana»

Così scrive Artaud.

L’esilio allora, come rappresentazione della condizione esistenziale dell’uomo che fugge dall’orrore per ricercare il senso autentico dell’umano nell’apertura al dialogo dialogante che si fa forza sociale per diventare quello che più intimamente è.

Passione estetica che seduce e migliora l’anima.


Con la quarta edizione di ASSENZE, rassegna di atti unici teatrali di autori italiani contemporanei, affrontiamo, proseguendo il percorso che abbiamo segnato nelle edizioni passate, un tema per noi stimolante e che da sempre ci è stato particolarmente a cuore.

Il tema scelto infatti è ESULI.

Lo affronteremo nelle produzioni che proporremo, nel lavoro di training a fondamento del Laboratorio Teatrale che si terrà da ottobre a maggio ed anche come argomento di una serie di articoli che compariranno qui su Medium, ospitando gli interventi di tutti coloro che vorranno condividere con noi le loro conoscenze ed opinioni.

Esiliato? Questa parola, o padre, la pronunciano i…


di Manlio Santanelli, adattamento e regia di Carmine Califano

Uscita di emergenza è uno di quei testi a cui sono particolarmente legato. È quello che mi piace mettere in scena! Un testo stimolante fin dalla prima volta che l’ho letto. Tanti anni fa. È per questo che, nel corso degli anni, l’abbiamo allestito più e più volte. A partire dal 1994. Ogni qual volta mi ritrovo tra gli attori “la coppia” ideale per incarnare Cirillo e Pacebbene, io ci provo! Perché Uscita di emergenza, seppure è un testo scritto subito prima del 1980 ed è incentrato sul fenomeno del bradisismo (un fatto marginale parrebbe!) divenne immediatamente di respiro più…


testo di Carmine Califano musiche di Vincenzo Volpe
liberamente ispirato a Giambattista Basile

Ha debuttato nel dicembre del 2018 presso il Centro Sociale di Pagani (SA) Unnà, la nostra più recente produzione frutto della collaborazione con l’Ensemble Liceum diretta dal M° Vincenzo Volpe.

Ho quasi la necessità, ogni tanto, di confrontarmi con le radici popolari della mia Terra. L’ho fatto con Mio Dorge Amor (2002), Versi sudATI (2004), Parthenos (2006 con vari sviluppi a tutto il 2012) e L’Incanto (2016) prima di Unnà.

“Puozze unnà!” mi diceva la nonna per augurarmi di abbondare come abbonda il mare. Solo più tardi…


Note per un teatro “crudele”.

Dopo qualche anno dalla primigenia esperienza di Officina Teatrale Gruppo Aperto, fondata nel 1983, era necessario un contenitore più ampio che non si occupasse più solo di Teatro. Fondammo così il Collettivo Acca ed aprimmo il nostro “luogo del pensiero” che allestimmo a spazio-teatrale, il Carpe Diem, una piccola sala da 70 posti durata fino al 2009. Riguardo al Teatro eravamo consapevoli che, se fino a quel momento avevamo basato tutto sulla passione innanzitutto, ora era necessaria una formazione “più professionale”. Fu così che - da allora a tutt’oggi - immaginammo il Laboratorio Stabile sull’Attore Creativo rivolgendoci al regista Pasquale…


Per un teatro povero.

Nel nostro percorso di formazione intrapreso all’inizio degli anni ’90, non potemmo rimanere indifferenti alla lezione di Jerzy Grotowski che, da allora, è restato in qualche modo, la nostra stella cometa.
Inevitabile parlarne in questo viaggio tra i Maestri del Teatro che stiamo compiendo nel nostro personale Pantheon.

Nato a Rzeszów (Polonia) l’11 agosto 1933 Grotowski, probabilmente l’ultimo vero rivoluzionario in campo teatrale, nel 1955 si laurea con una tesi sulla recitazione presso la Scuola Superiore d’Arte Teatrale di Cracovia. Dopo la laurea studia regia al Lunacharsky Institute of Theatre Arts di Mosca dove ha modo di approfondire i nuovi…


di Mattia Sbragia, adattamento e regia di Carmine Califano

con
Gabriella Gaudiosi, Gabriele Volpicelli, Giuliana Sarno

Ore Rubate, realizzato nel 1993, ha decisamente segnato - direi definitivamente - il mio modo di concepire la messa in scena di uno spettacolo teatrale.

Affinché questo accadesse ci sono volute una serie di circostanze favorevoli. Era il momento più “alto” della nostra formazione. Il laboratorio che da qualche anno stavamo facendo con Pasquale De Cristofaro, gli stage a cui partecipavamo o organizzavamo praticamente per noi, ci mettevano nella condizione di misurarci,e aver voglia di farlo, con questa sfida. La lezione che stavamo seguendo portava, almeno come concezione dello spettacolo e dello spazio…


di Roberto Russo regia di Carmine Califano

con
Pierfrancesco Califano

Prima di andare nel dettaglio della produzione che qui presento, vorrei fare un accenno alla Rassegna ASSENZE all’interno della quale il lavoro è stato presentato nel 2018.

Come compagnia abbiamo avuto sempre, sin dalle origini, una particolare inclinazione verso la drammaturgia italiana contemporanea.
Perché? Beh, vorrei raccontarlo come mi è capitato di fare per la tesi di laurea presentata su di noi nel 2009:

1983-2008 una storia lunga venticinque anni: il Collettivo Acca Teatro tra sociologia dello spettacolo e culture territoriali.

Dunque, a partire da LE CORTI la volontà di confrontarmi con il Teatro Italiano Contemporaneo è stato sempre per…


Appunti per un altro teatro.

Primo. Organizza le cose in modo che la tua vita non sia esclusivamente dedicata al processo di far denaro; se lo scopo del tuo lavoro è il tornaconto economico, il tuo lavoro è maledetto. La santificazione dell’atto, del momento - l’atto Sacro - falliscono interamente quando l’oggetto del lavoro non è più il lavoro in sé, la passione, la creazione, ma un prodotto che è il denaro.

Quindi dimentica il denaro!

Impara vari modi di vivere che ne facciano sempre più a meno. Questo è molto importante. Solo allora puoi incominciare a creare, almeno in Teatro, qualcosa che non sia…

Collettivo Acca Teatro

Il Teatro ci riguarda, dal 1983. Questo è lo spazio digitale - aperto a tutti - dove vogliamo ri-discutere il Teatro.

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