A dieci anni dalle Olimpiadi di Torino 2006: Gabriele Vacis ci racconta la cerimonia di apertura

Nel febbraio 2006 Youtube era attivo solo da un anno; il primo iPhone sarebbe arrivato solamente nel 2007 e l’Italia a luglio avrebbe vinto la quarta Coppa del Mondo di calcio battendo la Francia ai rigori.

È in questa era pre-social network che si sono svolti i XX Giochi olimpici invernali di Torino.

Il 10 febbraio 2006 la torcia olimpica si è incendiata illuminando quello che fu lo stadio comunale “Vittorio Pozzo”, ristrutturato e ribattezzato Stadio Olimpico in occasione della manifestazione sportiva internazionale. 
È con Juri Chechi, Carla Bruni, Sofia Loren, Yoko Ono, Alberto Tomba, Roberto Bolle e molte altre celebrità che si è festeggiato l’inizio dei Giochi: una cerimonia di apertura che è risultata essere il programma televisivo più visto al mondo nel 2006.

Ad accendere la torcia olimpica è stata Stefania Belmondo, sciatrice di fondo che ha vinto nella sua carriera dieci medaglie olimpiche.

La cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici invernali si è conclusa con un’esibizione indimenticabile: dopo essersi ritirato dalle scene nel 2004, Luciano Pavarotti ha cantato per l’occasione la celebre romanza tratta dal Turandot, Nessun Dorma. Si tratta dell’ultima esibizione pubblica del tenore italiano, prima della sua scomparsa il 6 settembre 2007.

Cominciano così le Olimpiadi che avrebbero animato per sedici giorni la città di Torino, trasformandola e presentandola in mondo visione.

Gabriele Vacis, nato a Settimo Torinese (TO) nel 1955, è un regista, drammaturgo e autore italiano. Autore con Marco Paolini dello spettacolo Il racconto del Vajont, ha lavorato anche come regista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Torino 2006.

Tra gli aneddoti che Vacis ci ha raccontato, non può mancare un accenno alla bellezza algida di Carla Bruni. La signora Sarkozy, infatti, appare nel video qui sopra. È maestosa nel suo abito Armani, mentre porta tra le braccia la bandiera italiana.

“È stato un bellissimo incontro —, racconta Vacis — lei non aveva mai partecipato alle prove, è arrivata alle 17 del 10 febbraio 2006 e tutto sarebbe cominciato alle 20. Noi avevamo sempre fatto le prove con una controfigura, per cui ero molto preoccupato. 
Mi ha subito colpito la sua professionalità: ci siamo ritagliati un quarto d’ora per fare la camminata nello Stadio olimpico e poi ho continuato a darle indicazioni attraverso l’auricolare. Quando è andata in scena è stata magnifica. Il vero problema a quel punto è stato far rinvenire il giovane carabiniere a cui lei aveva consegnato la bandiera”.

In un’altra occasione Gabriele Vacis ha partecipato a un incontro sul tema della fotografia con Gianni Berengo Gardin.
“Quando usciamo dalla conferenza, eravamo sotto la Mole Antonelliana, c’erano tre turiste coreane che ci hanno chiesto di far loro una foto con la Mole di sfondo. Io ho subito messo di mezzo Berengo, ‘ve la fa lui!’, ho detto. E così queste tre ragazze sono tornate a casa, inconsapevolmente, con una fotografia scattata da Berengo Gardin. 
È proprio quello che accadeva in quei giorni, era la magia di quei giorni”.

E voi avete qualche ricordo di quei giorni del 2006? 
Potete scriverci qui sotto nei commenti o alla mail comefinisconoigiochi@gmail.com.

Giulia Perona
Malù Greco

Show your support

Clapping shows how much you appreciated Come finiscono i Giochi’s story.