Come cerco di affrontare l’inevitabile scrittura della tesi di laurea

Non sono una specialista in contenuti particolarmente profondi. Sono una ragazza di 24 anni che sta cercando la sua strada. E che per far questo ha deciso di buttarsi nel mondo della scrittura.

Diciamo che la mia situazione attuale mi porta più a scrivere che a parlare.

Sono, infatti, in una tipica situazione da studentessa universitaria: la scrittura della tesi.

E, per poter farvi capire la mia situazione, devo spiegare che ci sono due tipi di tesisti.

I primi sono coloro che copiano e incollano tutto quello che vedono e che trovano. La loro fonte ufficiale è Wikipedia (fonte di salvezza di ogni tipo di studente a prescindere!) e ogni tipo di sito internet che possa dare una frase in più per raggiungere il limite delle pagine stabilito.

E poi ci sono i secondi: quelli che li leggono davvero i libri che scrivono sulla bibliografia. Sono i tipici studenti che sono denigrati, perché considerati “stupidi”, poiché fanno un lavoro inutile. E non serve a nulla dire che l’argomento di tesi è stata scelta perché piace, non serve dire che in fondo la lettura dei libri è piacevole e che ci sta alla conclusione di un percorso formativo come quello universitario. Il risultato è sempre quello: fai un lavoro inutile, chi mai leggerebbe la tua tesi?

E nella scia di questa domanda che io mi riconosco nei secondi: ciò che scrivo nella mia tesi voglio che sia vero, che sia mio e che sia una vera e propria ricerca.

Ma questo ha portato in me:

  1. una completa esclusione sociale, che mi porta ad uscire solo il weekend e ad avere sonno già dalle 10;
  2. un esaurimento continuo sulla ricerca di libri validi e su come e perché possano aiutarmi nella stesura della mia tesi;
  3. La sequenziale perdita dell’uso dell’italiano e di una forte crescente dislessia, che mi porta a saltare le lettere nella scrittura ed a una totale incapacità di esprimere concetti in una bevuta tra amici. (Ho festeggiato di gioia quando ho visto che in questa piattaforma segnalano gli errori. La mia dislessia è salva.)

La mia follia mi ha portato a scrivere di una tesi sul diritto pubblico comparato. La materia è tanto formale, ma la mia tesi è da vera ragazzetta di 24 anni: il confronto è tra le istituzioni pubbliche della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, attraverso l’utilizzo della serie House of Cards e della trilogia da cui è stato tratto.

Ora. Può sembrare una gran corbelleria, ma, coloro che hanno visto House of Cards, possono confermarlo: è davvero una serie fatta come si deve, organizzata e diretta da Micheal Dobbs, vecchio Chief Whip di Margaret Thatcher.

E’ questo è solo l’inizio del mio esaurimento. Decido di descriverlo a piccole dosi per non rischiare di annoiare o, peggio, portarvi con me in questo circolo vizioso.