Di giochi di scatole e #Brexit

Una sera, parecchi anni fa, nel parcheggio esattamente davanti all’ingresso di un autogrill, mentre aspettavo in auto che mia madre tornasse dal bar, ho assistito ad una scena che difficilmente scorderò.

Mentre nell’attesa guardavo oltre il vetro del parabrezza, un ragazzo con una sacchetto di carta (tipo quelli che ti danno nei negozi di vestiti) si avvicinò rapido ad un signore che sarà stato sulla. cinquantina, e a giudicare da aspetto e look quasi certamente un turista straniero.

I due cominciarono a confabulare e gesticolare, quando ad un certo punto il ragazzo estrasse dal sacchetto una scatola che aprì davanti al signore. Non ho idea di cosa ci fosse dentro, ero in auto a a qualche metro di distanza, ma il signore fece una smorfietta di gioia. Il ragazzo richiuse la scatola e la ripose nuovamente nel sacchetto, poi i due ripreso a parlottare.

Quello che accadde dopo durò forse il tempo di due battiti di palpebre.

Nell’esatto momento in cui il signore distolse lo sguardo per recuperare il portafogli, un secondo tipo passò rapido dietro al ragazzo scambiando le buste per poi scomparire. Feci quasi fatica ad accorgermene io che li stavo fissando. Un secondo dopo il signore, ignaro di tutto, allungò qualche banconata al ragazzo che gli porse la busta prima di dileguarsi anche lui, manco fosse Copperfield.

Qualche attimo dopo mia madre rientrò in auto, il tempo di rialzare lo sguardo e pure il turista era scomparso tra le auto parcheggiate.

Qualche secondo dopo realizzai: caro mio, t’hanno inculato di brutto!

Ecco, questo episodio mi è tornato in mente ieri sera, dopo aver letto delle prime promesse sul #brexit che pare Farage si sia già rimangiato.

Cari miei, il mio dubbio è che abbiano inculato pure a voi. Vi hanno fatto vedere una scatola e poi ve ne hanno rifilata una diversa, probabilmente vuota.

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