Questo utente scrive uno status su facebook, questo status descrive una situazione in cui ognuno di noi si è imbattutto almeno una volta, una situazione in cui è facile immedesimarsi come spettatore. Una situazione in cui, intendiamoci, a non avere il biglietto spesso sono tanto gli italiani quanto gli immigrati. Basta salire su un qualunque autobus o su un qualunque treno in qualunque parte d’Italia per rendersene conto.

Luca Caruso, questo il nome del tipo, descrive la scena che osserva: il ragazzo di colore non ha biglietto per il frecciarossa, ma quello per il regionale, però ha un smasung eh…


La gente che ha paura dei bambini, che ha paura del colore della loro pelle, mi spaventa.

Mi instilla addosso lo stesso terrore che mi provocavano, quando ero io bambino, certe leggende, certi miti arcaici e ancestrali sul male e la malvagità. Storie di mostri e demoni che immaginavi annidarsi sotto il letto. Storie vecchie quanto il mondo e l’umanità.

Ma il mondo è andato avanti, l’umanità pure, io sono cresciuto e sotto il letto ora ci sono scatole, valigie e scarpe. Ma quei mostri, in qualche modo li sento ancora, tutto attorno.


Una sera, parecchi anni fa, nel parcheggio esattamente davanti all’ingresso di un autogrill, mentre aspettavo in auto che mia madre tornasse dal bar, ho assistito ad una scena che difficilmente scorderò.

Mentre nell’attesa guardavo oltre il vetro del parabrezza, un ragazzo con una sacchetto di carta (tipo quelli che ti danno nei negozi di vestiti) si avvicinò rapido ad un signore che sarà stato sulla. cinquantina, e a giudicare da aspetto e look quasi certamente un turista straniero.

I due cominciarono a confabulare e gesticolare, quando ad un certo punto il ragazzo estrasse dal sacchetto una scatola che aprì davanti…


Renzi ha detto che l’accordo sulle Unioni Civili è un fatto storico.

Può essere, se per storico intendiamo l’approvazione di un accordo che certo porta dei diritti che prima non c’erano ma che comunque è mozzato e tende a mantenere ancora categorie tra i cittadini (alcuni hanno più diritti di altri). E’ vero, prima non c’era nulla e ora ci sarà qualcosa, è un ulteriore mattoncino nella costruzione ancora molto scarna dei diritti nel nostro paese. Si poteva fare di più? Forse sì, forse no. …


Diciamolo, ieri su twitter (e altrove) molti dei commenti all’hashtag ‪#‎addiomtv‬, probabilmente per ragioni anagrafiche, e senza saperlo, non “piangevano”‪#‎Mtv‬. Almeno non quella che intendiamo noi. Non quella dei video musicali di vecchie e nuove glorie passati a rotazione nel sottofondo dei pomeriggi di studio mentre si era chini sui libri ad apprendere (o a fingere di farlo, con l’orecchio teso alla tv), non quella degli umplugged, dei mitici cartoni di Daria e Beavis and Butthead, o di piccole grandi perle come Mtv Trip. Quella Mtv era già spirata da parecchi anni, da quando a meno musica era corrisposto un palinsesto poco sonoro e caricato all’inverosimile di programmi trash inguardabili e irritanti. L’unica cosa rimasta è il logo, ma tutto il resto era già storia da tempo.


Ieri a Milano mi sono trovato con un amico che fa il cooperante in Ciad. Era di passaggio in Italia per qualche giorno di riposo. Gli ho chiesto se faceva più caldo da lui. Mi ha detto che di norma fa 30–31 perennemente (e l’umidità è molto bassa, per ovvie ragioni), ma di notte c’è più escursione, in certi mesi da tener su una coperta. C’è quasi più caldo qua in Italia, dice. Poi però aggiunge: il problema però è che là ora dobbiamo stare attenti, a volte quasi stare chiusi in casa, c’è un problema di sicurezza perché Boko Haram ormai agisce con incursioni anche in Ciad e relativamente vicino a dove sto io. Il caldo è secondario.


Stamattina molto presto sono andato in edicola. C’erano due bambini, avranno avuto quattro o cinque anni, e c’erano anche le loro mamme. Una indossava l’hijab a coprirle i capelli, l’altra no. Ho visto che stavano disquisendo su una rivista di cucina tenuta in mano dalla donna italiana. Intanto appartati, in un angolo dell’edicola guardinghi e con fare misterioso i due piccoli armeggiavano con due pliconi di figurine consumate e impataccate, come solo le figurine dopo che sono rimaste per giorni tra le telluriche mani di un quinquenne. Trappolavano, confabulavano, ridacchiavano. Siccome c’era fila, manco fossimo in coda per entrare sulla…


Secondo me stiamo andando alla deriva. Siamo in piena confusione e pronti ad esplodere accoccolati nella morbida e troppo comoda coperta di un disagio che a ben guardare si scopre molto più immaginario di quanto vogliamo ammettere, semplicemente perché è una fin troppo facile via di fuga. Non richiede impegno, non richiede quel minimo sforzo che serve nel fare i distinguo, nel valutare situazione per situazione, che invece sarebbero necessari per comprendere la realtà (quella vera) e le sue mille peculiarità. Ci adagiamo così in quella troppo italica abitudine di fare di tutta l’erba un fascio, e pazienza se dentro…


Tre anni fa la mia terra tremava come una ossessa, e noi sopra a tremare con lei. Ma abbiamo tenuto botta. Era di notte, e ancora non mi ero reso conto di quello che era successo e non immaginavo, nessuno immaginava che sarebbe successo ancora qualche giorno dopo. Il cuore batteva a mille e la testa era poco lucida. Stanotte è stato impossibile addormentarsi senza ripensare a quei giorni dove anche il rumore di un’auto che passava ti faceva saltare il cuore in gola. A quelle notti passate in tenda nel giardino a convicersi che in fondo…


Piccola bibliografia essenziale sul socialino Friendfeed e la sua chiusura

Volevo scrive un bel post su Friendfeed (che cesserà di esistere il 9 aprile 2015), ma poi quel che avevo da dire nel bene e nel male era già stato espresso meglio, molto meglio da altri. E allora ho deciso: faccio un post alla vecchia maniera, quella degli albori dei blog. Poche righe e un bell’elenco di link a post che di friendfeed (per gli amici frienfi) hanno parlato in queste ore. Una bibliografia sul socialino, magari utile per quei giovini che sono arrivati dopo e che magari non sanno che c’è stato un prima.

Perché nel bene e…

Matteo Castellani T.

Diritti, politica e spritz / Blogger / Social Media Manager / In strada con il progetto @DeixaFalar #road2esperança — About me: http://it.gravatar.com/paz83

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