O mangi questa minestra o…

(Ovvero un misero, me ne rendo conto, tentativo di spiegare la democrazia ai deputati M5S e ai loro fan)

Romina, Gianna e Barbara decidono di organizzare una cena con tutti i loro rispettivi gruppi di amici. Hanno gusti diversi, ma hanno deciso che sarebbe importante provare a fare lo sforzo di concordare il menù in modo che tutti mangino tutto. Dopo lunghe ed estenuanti trattative trovano un accordo:

Risotto e insalata. Da bere solo acqua naturale.

Non è un gran menù, ma è l’unico che dopo giorni di trattative riesce a mettere d’accordo tutte. Soddisfatte R, G e B portano la loro proposta di menù ai rispettivi gruppi di amici, con l’accordo di non cambiare più il menù e di spiegare ai loro amici che solo su quello hanno trovato l’accordo e, se si cambia, la cena rischia di saltare.

Tutte sembrano concordi, ma il gruppo di G in realtà vorrebbe la pasta invece del riso e allora insiste per votare una modifica. Nel gruppo di R ci sono alcuni celiaci e quindi R si oppone, ma G insiste e la modifica viene accettata perché anche al gruppo di B piace di più la pasta.

Che male c’è?! È vero, c’era un accordo, ma la modifica è stata votata dalla maggioranza e allora possiamo andare avanti!

Alcuni de gruppo di B allora propongono di cambiare la verdura e scegliere delle fragole. Nel gruppo di G ci sono alcuni allergici alle fragole, ma B insiste e la modifica viene votata e approvata a maggioranza, perché anche il gruppo di R preferisce le fragole alla verdura.

Che male c’è?! È vero, c’era un accordo, ma entrambe le modifiche sono state votate a maggioranza e quindi si può continuare.

A questo punto anche alcuni del gruppo di R propongono di cambiare qualcosa: invece dell’acqua una bella bottiglia di vino. Il gruppo di B è composto da ex alcolisti e quindi si oppone con forza, ma agli amici di G il vino piace più dell’acqua e quindi anche questa terza modifica viene approvata a maggioranza.

A questo punto il menù concordato era risotto, verdura e acqua ed è diventato grazie alle modifiche votate a maggioranza pasta, fragole e vino, solo che gli amici di R non lo possono accettare perché celiaci, quelli di G non lo possono accettare perché allergici alle fragole e quelli di B non lo possono accettare perché non possono toccare alcool e quindi la cena concordata e modificata a maggioranza non ci sarà.

L’ho fatta un po’ lunga, ma in effetti la democrazia è una cosa complicata. Talmente complicata che i deputati M5S e alcuni loro “tifosi” sembra che non abbiano capito una componente basilare del confronto democratico: se si vuole cercare un accordo bisogna essere in grado di rinunciare. Il processo che porta all’accordo tiene insieme tutti gli aspetti e non può essere raggiunto semplicemente iniziando la discussione e votando di volta in volta, a maggioranze variabili, delle modifiche che ad ogni passo vengono considerate «migliorative» da una parte sola.

E non vale nemmeno l’alibi del «votare una cosa giusta» perché in democrazia «giusto» o «sbagliato» non possono essere etichette che qualcuno si arroga il diritto di assegnare e gli altri sono costretti ad accettare. Quella è dittatura.

Qualcuno, allora, griderà: “Ma allora il Parlamento non serve a nulla?! Se le decisioni vengono prese tutte tra i capi dei partiti e l’Aula non può cambiarle, a cosa serve?”. La mia risposta è: serve a discutere ed eventualmente trovare un nuovo accordo (quando il relatore ad una legge, invece di esprimere il parere ad un emendamento ne chiede l’accantonamento, significa proprio che ci si prende ancora del tempo per confrontarsi), ma se si cambia, bisogna assicurarsi che la nuova maggioranza sia in grado di portare fino in fondo il percorso. Approvare un emendamento senza essere certi che poi verrà approvato anche il risultato finale, vuol dire non essere interessati all’approvazione della legge e quindi, nel migliore dei casi, essere degli irresponsabili.

Purtroppo il M5S dimostra di essere una forza politica con una rappresentanza parlamentare irresponsabile e del tutto inadeguata al confronto democratico.