A che punto è la notte, sentinella dell’Alzheimer?

A che punto è la notte, sentinella dell’Alzheimer?

A che punto è la notte, appesa all’infisso della porta ad ascoltare, pronta a scattare ad ogni lamento, ululato, bestemmia, filastrocca o rumore proveniente da quella porta chiusa, dietro alla quale lui invoca un riposo impossibile?

A che punto è la notte, insonne con l’insonne, calma con agitato, snervata con nervoso, spaventata con spaventato?

A che punto è la notte, o 118, o guardia medica che arrivate con un’ora di ritardo a chiamate d’emergenza per decretare impotenza?

Avete presente gli astronauti? O chi fa Tai-Chi? Nel buio della casa silente, tu ti sposti così: con lenti movimenti spaziali e marziali, tesa e leggera nello sforzo di evitare il minimo scricchiolìo che potrebbe allarmarlo, risvegliarlo e rispedirlo in balia delle grasse ombre degli amiloidi che gli stanno soffocando, stritolando il cervello.

A che punto è la notte, sentinella dell’Alzheimer? E fino a che punto riuscirai ad attraversarla?

Nel cuore della notte, il tuo compagno arriva a illuminarla.