La crisi creativa

Piccola storia semi-tragica/semi-comica

Ore 07:00

Suona la sveglia.

Mi alzo dal letto e preparo la colazione. Oggi mi sono svegliata particolarmente bene: mi sento creativa ed entusiasta e, mentre mangio la mia tazza di cereali e sorseggio una spremuta d’arancia, comincio a pensare al lavoro da fare. Ho diverse illustrazioni da completare e nuovi progetti da iniziare.

Mi sento bene.

Finisco la colazione, mi lavo, mi vesto e mi metto alla mia postazione di lavoro con una buona tazza di caffè.

Ore 08:00

Accendo il pc.

Sistemo i colori e le matite e prendo il mio album di schizzi, con i progetti a cui devo lavorare.

Mentre tempero la matita, una strana sensazione si presenta improvvisamente.

Cosa è successo?

Forse devo solo affilare un po’ la matita.

Continuo a temperare.

Eccola, la strana sensazione si palesa in tutta la sua tragicità: ho il blocco dell’artista.

Rileggo i miei appunti, guardo di nuovo i miei schizzi.

Niente.

Non mi viene in mente niente, se non la domanda più odiata dagli illustratori e gli artisti in generale.

CHE FACCIO?

La pagina bianca davanti ai miei occhi sembra deridermi.

Ore 09:00

Sto temperando la matita da circa un’ora e ormai è diventata piccolissima.

La strana sensazione adesso è in compagnia: è arrivata l’ansia.

Ok, coraggio.

“Lava la faccia e riprenditi!” mi dico.

Torno alla scrivania, forse completare delle illustrazioni già iniziate mi aiuterà.

Povera illusa.

Le illustrazioni da completare non mi aiutano.

Devo assolutamente trovare un modo di sbloccarmi.

Ore 10:00

Ormai sono disperata.

Provo a chiamare un amico per avere un consiglio su come superare la situazione.

La telefonata si conclude con un laconico “Prova a distrarti!”.

Ok, provo a distrarmi. 
Accendo la tv. Niente di interessante. 
Leggo un po’. Non riesco a concentrarmi. 
Esco, ma fa troppo caldo per stare in giro. 
Torno a casa e provo a pensare ad altro.

Ora, non so se con gli altri questo tipo di suggerimenti funzioni.

Io so per certo che quando mi si dice: “Prova non pensare a questa cosa.” 
 Io penso solo ed esclusivamente a quella cosa.

È come quando mi sento ansiosa e mi si dice “Non essere ansiosa.” 
Ah, certo. Non ci avevo pensato.

Ad un certo punto, un’idea!

Fortunatamente per me, ho un asso nella manica.

Per contrastare il malvagio blocco dell’artista, ho fatto un acquisto che potrebbe salvarmi: il 645 things to draw.

È un piccolo album con 645 suggerimenti su cosa disegnare.
Già in passato mi ha salvato dal temuto blocco, quindi forse anche oggi sarà d’aiuto.

Ore 12:30

Il blocco non ha funzionato.
Meglio preparare il pranzo e sperare che con la pancia piena, torni l’ispirazione.

Ore 14:30

Ho pranzato. Ho lavato i piatti. Ho sistemato la cucina. Ho fatto il caffè.
Insomma, ho fatto tutto quello che potevo per ritardare il ritorno alla mia postazione.

Forse sto solo ingigantendo il problema.

Ore 16:00

Sono su Pinterest, Instagram e diversi altri siti per trovare l’ispirazione.
 Il pc mi sta pregando di spegnerlo, portargli una bevanda fresca e lasciarlo in frigorifero per i prossimi 5 giorni.

Nulla.

Il foglio bianco ormai è un mio compagno fedele.

Pagina bianca, mollami!

Ore 17:30

Niente, mi devo arrendere. Oggi non è giornata. Meglio mettermi sul divano a rimuginare su quanto questa giornata sia stata un fallimento e sperare che la mia mente non faccia voli pindarici in cui non è la giornata ad essere un fallimento, ma io stessa. Un grazie all’amica ansia per questi bei pensieri.

Ore 18:00

Quando ormai sono sprofondata totalmente nella mia crisi creativa odierna, qualcosa cambia.

Senza pensarci, ho cominciato un disegnino sulla mia moleskine.

SONO GUARITA!

I progetti, quelli seri

Ok, è un cane vestito da pecora.
Ma per me è la salvezza.

Ora posso tornare al mio lavoro.