Leggo il tuo post poche ore dopo aver letto e commentato quello di insopportabile: le difficoltà che crea la mancanza di un coordinamento comunicativo durante le emergenze, che secondo me dovrebbe svolgere il Dipartimento nazionale di protezione civile, è sotto gli occhi di tutti. Proposte e buone pratiche ci sono, dentro e fuori la pubblica amministrazione ma, ahinoi, ad ogni situazione di crisi torniamo puntualmente a discuterne senza riuscire davvero a realizzare il cambiamento che in molti auspichiamo. Purtroppo credo che poco o nulla cambierà senza una presa di consapevolezza da parte istituzionale, sia a livello locale che centrale, sulla necessità di approntare un moderno «sistema di comunicazione» che sappia informare e parlare ai cittadini anche e soprattutto in situazione di emergenza.
Discorso a parte per la Protezione civile, che non ha un proprio profilo ufficiale nazionale, ma solo dei profili attivati a livello locale: al ruolo di coordinamento (oggettivamente positivo) svolto sul piano della gestione dell’emergenza, non corrisponde un adeguato coordinamento comunicativo — ne parla, con ottimi spunti, insopportabile in questo post.
Comunicazione di crisi: quali spunti per la #Pasocial dalla lunga notte del terremoto
Pierluigi De Rosa
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