Foto gentilmente concessa da Carmine Fotografie, occhio molto bello di Serena.

L’estate di Rugby Jam

Quando un periodo, in teoria di riposo, si trasforma in un bel progetto. Guidato solo da una cosa: la passione e la voglia di vita. Terzo Tempo per te, Peppe.

Non faccio parte di coloro che quando arrivano l’estate non vedono l’ora di pensare a nuovi progetti, di leggere le cose che hanno tralasciato durante l’anno, insomma di programmare il proprio settembre. Quando ero piccola, spegnevo proprio il cervello, ora che sono cresciuta mi capita di lavorare e lo faccio anche con piacere, ma sostanzialmente anelo a stare senza far nulla. Anzi andare in bici, leggere romanzi, chiacchierare, uscire, insomma relax.

Avrò conservato la vecchia impostazione che mi aveva dato la scuola. 9 mesi si fatica e poi… tutto il relax che c’è, in ogni modo possibile.

Questo il desiderio, ma tra il dire e il fare come sappiamo… c’è di mezzo “e il”. 
Questa però è un’estate strana: è l’estate del Rugby Jam. Se mi seguite su Facebook, sapete di certo cosa è e forse ne avrete anche la testa piena. Se non è così, o lo è, volevo spiegarvi perché tutto quello che ho detto prima crolla di fronte a qualcosa come Rugby Jam.

Crolla di fronte a quei progetti che non nascono per soldi, per fama o per chissà cosa, ma spezzano in un secondo tutto questo e ti ricordano la cosa più importante, l’unica che non si può comprare, né programmare, né forse neanche alimentare se non nasce dentro: la passione.
E la passione in questo caso si mescola all’amicizia, al ricordo, anche alla tristezza, ma soprattutto alla voglia di fare. A non fermarsi a dire “è così” (una delle frasi che odio di più), ma dire “Posso. Possiamo. Se siamo tutti insieme”.

Peppe è stato un regalo, è a Peppe che è dedicato il Rugby Jam, una giornata intera il 13 agosto sulla spiaggia di Roccalumera (a 18 km da Taormina, 30 da Messina), in cui si giocherà a beach rugby (mattina e pomeriggio) e la sera si ballerà e canterà con la musica live, si leggeranno brani, insomma si farà festa. Perché Peppe era un rugbista, ma anche un musicista che aveva fondato una band, gli Uaripat di cui adoro questa canzone:

Perché cosa succede quando ti arriva un regalo, che fai? Fai festa. Sei felice, scherzi. E questo vorremmo che fosse questo evento: una festa.

Mentre scrivo queste parole, il cuore comincia a farsi pesante. Peppe è stato un regalo, ho detto. E da quel marzo, io, che amo scrivere, non sono riuscita a scrivere niente di lui.

Eppure, quando gli feci leggere cosa avevo scritto per mio padre, mi aveva incoraggiato e detto che era bello, che ero molto brava. E so che lui scriveva e credeva molto nel potere delle parole
D’altra parte, la nostra amicizia si è nutrita di tante tante parole. Ho pochi episodi con lui, tutti indelebili e ho questo valzer di parole che girano, ruotano, danzano attorno a me.
Parole in cui la sua malattia diventava “il mio amico tumore”, parole in cui mi incoraggia quando è morto mio padre e quella telefonata, il giorno del mio compleanno dello scorso anno, in cui lui cercava di tirarmi su e mi regalava la sua allegria. E’ uno dei ricordi più belli che ho. Mi ricordo le sue parole, dove ero, dove era lui, cosa mi ha detto, l’amore per Catania, l’amore per la vita.

Un regalo, nient’altro, e mi sento molto molto fortunata ad averlo conosciuto, ad averlo avuto, a poterlo tenere con me. Mi sento fortunata a incontrare gente che mi dice “Posso darvi una mano con l’evento?” e mi racconta aneddoti legati a lui, mi regala (ancora questo verbo) pezzi di vita che non conosco, non so.

Un regalo tutte le persone che ho avuto modo di conoscere grazie a Rugby Jam e con cui ci sentiamo giorno e notte per organizzare, fare, disfare, a volte litigare perché la passione è così: senza freni, irruenta ma anche molto generosa.

E’ un regalo avere modo di conoscere il rugby e scoprire che uno sport nasce con “il terzo tempo” incorporato: si gioca, ci si scanna in campo, secondo le regole, ma dopo è tutto finito: ci si abbraccia, si brinda, ci si diverte tutti insieme. E’ un regalo potere parlare con le band che suoneranno solo per suonare, perché quando c’è la musica, che altro serve?

Ed è così che vorremmo che fosse questo “Terzo Tempo per PippoPeppe”, com’è lui (e il presente è voluto): casinista, innamorato della vita, del mare, interessato a quello che gli succede intorno e alle persone, attento, festaiolo, sportivo, empatico.

Sport, musica, amicizia e festa. Cosa volere di più? Ah sì, ci sono anche il mare, le stelle e la spiaggia. E in più la beneficenza. A Rugby Jam è stata legata una raccolta fondi per sostenere la squadra dove Peppe giocava, la Briganti Librino che, grazie al rugby e allo sport, aiuta i ragazzi che vivono in contesti difficili e la Salus D’Agostino che opera nel reparto oncologico dell’ospedale San Vincenzo Taormina.
Se volete ancora donare, potete farlo il giorno dell’evento…

Se siete rugbisti, potete iscrivervi a questo link. E se venite da lontano, non vi preoccupate: siamo organizzatissimi per accogliervi! 
Se amate la musica live,
vi aspettiamo la sera con tante band dal vivo
E, per tutti, potete seguirci sulla pagina Facebook, su Instragram e condividere. 
Che siate appassionati o meno di rugby o musica, una condivisione, un mi piace, un passaparola ed esserci — che esserci è sempre la cosa più importante, se si può — ci aiutano tanto.

Foto di Carmine Fotografie
Bella, vero?

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