La “Merica” e Miss Liberty

di Mario Bocchio

USA, New York. Appena sbarcati ad Ellis Island

Negli Stati Uniti, all’arrivo nel porto di New York, gli emigranti venivano sbarcati e costretti a Ellis Island dove i controlli erano molti e severi.

Tutta una serie di norme operavano una prima, drastica selezione. Esse spaziavano nei più disparati campi: si veniva respinti per malattia (per esempio, i tracomatosi erano al più presto reimbarcati per il paese di origine), per indigenza estrema, per età giovanile o troppo avanzata, per stato civile (donne e orfani che non avevano nel paese chi li soccorresse e li aiutasse a trovar lavoro).

USA, New York, Il salone di Ellis Island dove gli immigrati sostavano in attesa dell’espletamento delle pratiche di controllo e di accettazione

Nel 1917, dopo averlo preannunciato per più di vent’anni, fu varato il Literacy Act, una legge sull’analfabetismo che impose un’effettiva stretta all’immigrazione e colpì tantissimi italiani specie meridionali.

Ulteriori restrizioni si ebbero con l’approvazione delle leggi, nel 1921 e nel 1924, dette Quota Act che permettevano annualmente l’ingresso di immigrati di una qualsiasi etnia in numero molto limitato.

USA New York. Veduta di Ellis Island

La Statua della libertà — chiamata da sempre Miss Liberty — fu donata dalla Francia agli Stati Uniti in segno d’amicizia e si legò strettamente al fenomeno dell’emigrazione solo dopo che furono incisi sul suo basamento i versi di Emma Lazarus: “Tenetevi, antiche terre, i fasti della vostra storia… Datemi coloro che sono esausti, i poveri, le folle accalcate che bramano di respirare libere, i miseri rifiuti delle vostre coste brulicanti: mandatemi coloro che non hanno una casa, che accorrano a me, a me che innalzo la mia fiaccola accanto alla porta d’oro”.

L’immagine della Statua della libertà è quella che gli emigrati negli Stati Uniti hanno più inviato a famiglia e amici rimasti in Italia

Quella bella signora sembrava essere grande come l’America e come i sogni degli emigranti di “fare la Merica”.

New York

Invece, all’arrivo nel porto di New York, dopo aver contemplato con la dovuta meraviglia la maestosa signora, gli emigranti venivano sbarcati e costretti a Ellis island dove tutta una serie di norme operavano una drastica selezione.

Eppure, nell’immaginario di molti immigrati la Statua della libertà è diventata l’America pur con tutte le sue contraddizioni. Essi scoprirono che le strade non erano pavimentate di oro e addirittura che quelle strade sarebbe toccato a loro costruirle.

E la speranza di vivere in uguaglianza e in libertà si sarebbe presto dissolta.

(Fonte: Fondazione Paolo Cresci)