Pedalando senza fretta

I PERCORSI NELLA NATURA, PER RISCOPRIRE IL PAESAGGIO SEGUENDO IL RITMO LENTO DELLE DUE RUOTE

di Federica Calosso

Una canzone di Paolo Belli, qualche anno fa, diceva: “Sotto questo sole bello pedalare, sì ma c’è da sudare”. Sono le parole che capita di sentirsi nelle orecchie mentre pestiamo sui pedali salendo faticosamente lungo una strada di collina, ma alla fine la fatica svanisce quando ci si affaccia su una distesa di vigneti o si ammira il panorama di un lago di montagna.

Negli ultimi anni la voglia di prendere la bici e andare sta aumentando un po’ ovunque. I cosiddetti cicloturisti di importazione nordica sono diventati migliaia anche dalle nostre parti. La domenica mattina è il momento migliore: da soli, in coppia, con la famiglia o con il gruppo di amici: basta prendere una bicicletta anche non nuovissima, dare una gonfiata alle gomme e via!

Uno sport semplice da coltivare, alla portata davvero di tutti. Certo, prima di affrontare percorsi impegnativi fuori città ci si può attrezzare al meglio con tutti gli strumenti che si trovano oggi in commercio, ma la cosa essenziale continuano ad essere le gambe, quelle ben allenate non ce le può vendere nessuno. Per ritrovarsi tra pedalatori ogni anno a Torino si tiene il Bike Days, organizzato dalla Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab). L’appuntamento per l’edizione 2015 è il fine settimana del 6–7 giugno in piazza Vittorio Veneto.

Diversi sono i siti web che danno la possibilità anche al neofita assoluto di costruirsi un itinerario su due ruote su misura: c’è la possibilità di selezionare i percorsi in base al grado di difficoltà, al tempo di percorrenza e alla distanza da coprire. In alcuni casi si possono anche condividere con altri utenti del sito le novità che si trovano sul percorso: una strada momentaneamente interrotta, una fontanella per rinfrescarsi o un punto panoramico in cui vale la pena fermarsi.

In vista della bella stagione, per ogni provincia del Piemonte abbiamo scelto uno fra i numerosi percorsi disponibili. A voi il compito di scoprirne altri, sempre pedalando!

[si ringrazia per la collaborazione Luciana Rota, Alexala]

[Torino] Dalle rotaie alle ruote con i raggi

Una volta era il sedime della ferrovia Airasca-Moretta-Saluzzo, oggi è diventata una bella pista ciclabile pianeggiante, alla portata di tutte le gambe e le ruote (quasi tutta asfaltata tranne qualche tratto ghiaioso). Gli appassionati di treni, pedalando da Airasca (To) a Moretta (Cn), possono godersi non solo il panorama dei terreni coltivati delle campagne circostanti, ma anche i segni della vecchia linea ferroviaria: segnali, stazioni e passaggi a livello. Il percorso, ad anello, è lungo in tutto 36 chilometri (andata e ritorno) e per la maggior parte non è in comune con il traffico automobilistico.

http://goo.gl/gisolF

[Cuneo] Da Lurisia a Limone Piemonte

Un percorso montano lungo 43 chilometri, da fare con la mountain bike su fondo asfaltato, con un dislivello di 550 metri. Si parte da Lurisia, località famosa per la sua acqua, per poi raggiungere Chiusa Pesio dove vale la pena fare una tappa culturale al Museo del vetro. Uscendo dalla Valle Pesio si arriva a Peveragno, poi a Rivoira e a Boves. Dopo aver visitato almeno uno dei tre musei (castagna, fungo e scienze naturali) si raggiunge Borgo San Dalmazzo, Fontanelle e infine Limone Piemonte.

http://goo.gl/TbYuQf

[Alessandria] LaMitica, sulle strade dell’Airone

Quest’anno si svolge da venerdì 26 a domenica 28 giugno LaMitica: ciclostorica con bici d’epoca dedicata a Fausto e Serse Coppi.

Il ritrovo è a Castellania, poi si passa dal Museo dei Campionissimi di Novi Ligure (dove si possono noleggiare le bici) e si attraversano i colli tortonesi. Percorsi, distanze, diversi gradi di difficoltà, tutto è spiegato su: http://www.lamitica.it/ . Partendo dal museo di Novi (città natale di Girardengo) i più allenati possono anche seguire un percorso ad anello di 56 km descritto su:

http://goo.gl/ZofXRR

[Verbania] In salita seguendo il Giro

La salita di Piancavallo, nell’Alto Verbano, è una proposta per ciclisti esperti e preparati ai percorsi in verticale. Nel 1992 la salita dell’Alpe Segletta è stata la 20a tappa del Giro d’Italia: vinta da Franco Chioccioli, davanti alla maglia rosa Miguel Indurain.

È lunga solo 17 chilometri, ma il dislivello è di mille metri e le pendenze in certi tratti arrivano oltre il 13%. Si parte da Verbania Trobaso (salendo da Intra) per arrivare a Piancavallo. L’ambiente è rimasto completamente naturale e offre panorami notevoli, non manca l’elemento storico: si passa vicino alla Linea Cadorna, costruita dall’omonimo generale durante la Grande guerra.

http://goo.gl/2VsNtk

Lungo il Toce

In alternativa segnaliamo un itinerario adatto anche ai bambini: un bel percorso ciclabile da Verbania Fondotoce a Mergozzo, per poco meno di otto chilometri tutto lungo il fiume Toce. Con salite minime e diversi punti di interesse naturalistico nella zona delle paludi del fiume ossolano.

http://goo.gl/bqNE8Y

[Vercelli] La via Francigena in bici

I pellegrini dell’anno Mille la percorrevano a piedi, ma oggi la via Francigena si può seguire quasi completamente anche in bicicletta. Il percorso completo (370 km) è proposto da Bicitalia e va dal passo del Gran San Bernardo a Pavia, attraversando tre regioni: Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia. Ma per iniziare si può anche raggiungere Ivrea con altri mezzi e poi seguire la ciclovia toccando Viverone, Santhià e Vercelli. Nella prossima stagione — dopo il necessario allenamento — si potrà anche affrontare il percorso completo. Per il tratto lungo il Sesia:

http://goo.gl/I2ysbS

tutte le informazioni su http://goo.gl/oj0oIv

[Asti] Tra viti e noccioli

Cinquantacinque chilometri tra le colline del Monferrato. Da Canelli a Canelli lungo un percorso circolare: una gita un po’ impegnativa, da fare con la bici da corsa e buone gambe. Ma la fatica è ricompensata dal paesaggio di vigne e noccioleti e dalle possibili tappe turistiche: San Marzano, Moasca, le terme di Agliano, Costiglione, Castagnole delle Lanze e Calosso.

http://goo.gl/pWTtzP

[Biella] Da Ivrea al santuario di Oropa

Trenta chilometri: una pedalata da fare d’estate in poco più di due ore che supera un dislivello di milletrecento metri. Si parte dalla città di Ivrea e, percorrendo una bella strada panoramica quasi tutta asfaltata e poco trafficata, si arriva in cima ad ammirare le bellezze della riserva naturale del Santuario di Oropa, meta non solo naturalistica ma anche spirituale per la presenza della famosa Madonna nera.

http://goo.gl/55pJNW

[Novara] Nei boschi lungo il Ticino

Un itinerario al confine tra Piemonte e Lombardia, lungo il fiume Ticino. Dal ponte di Oleggio a quello di Turbigo, sedici chilometri da percorrere con la mountain bike quasi tutti su sentieri in terra battuta, attraverso boschi e campagne, con vista sul fiume. Un percorso tutto pianeggiante e molto piacevole, con una sola salita impegnativa.

http://goo.gl/C78O0I

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