Quando il popolo balla

TRADIZIONI RITROVATE, SENSO DI APPARTENENZA E OCCASIONI DI SOCIALIZZAZIONE

di Alessandra Quaglia

Il carnevale storico di Santhià ogni anno termina di martedì grasso con un evento suggestivo che si celebra di sera nella piazza principale della città: viene acceso il rogo del Babaciu, le campane suonano a lutto e la banda musicale intona una marcia funebre per decretare la fine del Carvè. È un momento di grande coinvolgimento per i cittadini, che per superare la tristezza come ultimo atto si lanciano nella monferrina, danza tradizionale piemontese, ballando in cerchio, creando i “curantun”, i serpentoni per le vie del centro storico.

Non è un caso se questo antico ballo popolare, il cui nome si rifà al territorio da cui ha origine, il Monferrato, ri-sulta protagonista in uno dei passaggi clou del carnevale, come gesto rituale che richiama tutti, adulti, ragazzi e anziani. La monferrina è infatti considerata un simbolo della cultura piemontese: era tra i balli popolari più cono-sciuti nel nord Italia, proposta nelle feste paesane e facilmente riconoscibile anche per la canzone “Maria Catli-na” in dialetto piemontese ad essa abbinata.

Oggi è consueto vedere durante le sagre, le festività patronali o semplicemente a raduni dedicati alla danza tradizionale, persone di tutte le età che si muovono a ritmo e in armonia perché conoscono bene passi e figure.

Si fa riferimento in particolare alle danze tipiche delle valli dove si parla la lingua occitana, nelle province di Torino e Cuneo. A partire dagli anni ’90 questi balli sono tornati in voga e hanno suscitato interesse anche nelle generazioni più giovani grazie a gruppi di musicisti locali che hanno pensato di rielaborare le classiche sinfonie occitane attraverso sonorità moderne folk, utilizzando gli strumenti tradizionali come il clarinetto, il violino, l’organetto, la fisarmonica cromatica a bottoni e il semitoun e la ghironda o vioulo.

Nelle valli Varaita, Maira, Vermenagna, Po, Pellice, Germanasca e Chisone, tra il Cuneese e il Torinese, si balla la courenta o courento, tra le danze più conosciute in tutto il nord Italia e diffuse oltre i confini occitani. La sua origine è francese e viene descritta nei libri storici del 1500; un secolo dopo il ballo era già conosciuto oltralpe in territorio italiano, al punto da distinguere tra courenta francese e courenta italiana, con la caratteristica di essere più vivace.

La courenta è eseguita da coppie che ballano in cerchio, gli uomini all’interno e le donne all’esterno. Si parte con una passeggiata, detta meiro, si prosegue con i passi tipici e dei virar, giri. I passi però possono cambiare a seconda della valle in cui ci si trova. In Val Varaita poi il ballo si conclude con il balet. Esiste inoltre una courenta di Butéi, eseguita a Rocca Grimalda, in provincia di Alessandria, in occasione del carnevale della Lachera.

Altre danze occitane sono la giga o gigo, la bureo, il controdanzo, termini che hanno varcato i confini piemontesi e sono riconosciuti in tutta Europa, dalla Valle d’Aosta alla Provenza risalendo fino ai paesi baschi. A questo proposito gli appassionati del genere hanno la possibilità di partecipare ai numerosi raduni che vengono organizzati anche nella nostra regione.

Una volta all’anno a Vialfré, in provincia di Torino, nel Canavese, si svolge nella stagione estiva il Gran bal trad. Un festival che offre un’importante occasione di scambio e di contatto con altre culture della tradizione locale italiana ed europea. Ad ogni edizione sono presenti 200 tra insegnanti e artisti; vengono organizzati atelier di danza e di strumenti, concerti e serate danzanti. Nel 2015 si terrà dal 24 al 28 giugno.

Oltre a raggiungere i paesi montani, per ballare la musica occitana ci sono diverse opportunità nelle città di pianura: è ricorrente da alcuni anni a Torino festeggiare la sera di San Valentino partecipando al Gran ballo d’inverno, nel piazzale del Monte dei Cappuccini sopra la Gran Madre, dove il famoso gruppo dei Lou Dalfin trascina il pubblico nelle danze. Anche coloro che sono interessati ad imparare i passi hanno la possibilità di iscriversi ai numerosi corsi, organizzati in tutte le province del Piemonte dalle associazioni o dalle Pro loco che mantengono viva la cultura tradizionale.

Nel panorama della danza popolare, infine, merita soffermarsi sulla danza delle spade o danza degli Spadonari, ancora praticata in Val di Susa, nel Torinese, a Giaglione, San Giorio e Venaus, e in due località del Cuneese, a Bagnasco e a Castelletto Stura.

Nel paese di Venaus, lungo la via Francigena che porta al Moncenisio, nel mese di febbraio è possibile assistere alla danza degli Spadonari, in concomitanza con la festa patronale dei santi Biagio e Agata, rispettivamente il 3 e 5 febbraio. La danza si ripete il 6 agosto, durante la festa della Madonna delle Nevi, a 1.500 metri d’altitudine nella frazione Bar Cenisio, al confine con la Francia. Entrambe sono occasioni per assistere ad un momento folcloristico unico di antichissime origini.

I quattro spadonari che si esibiscono durante la cerimonia si distinguono per il copricapo davvero particolare: un elmo fiorito da cui partono nastri colorati che scendono lungo la schiena. Ognuno porta una spada ricurva, lunga circa un metro e mezzo, con l’impugnatura lavorata. Presentano quattro tipi di danze: punta, è il saluto degli spadonari che puntano per quattro volte le spade in avanti; quadri, quando gli spadonari si inchinano e incrociano le spade a coppie; cuori, disposti a croce gli spadonari lanciano e si scambiano le spade; salto, esecuzione spettacolare in cui gli spadonari si esibiscono nella figura del girasciabola e saltano, girando completamente su se stessi.

www.granbaltrad.it

www.espaci-occitan.org/

http://loudalfin.it/associazione

www.piemontecultura.it/

Dal valzer alla rumba, sportivi con ritmo

Tango, valzer viennese, rumba, samba, rock acrobatico, swing, mambo, milonga, polka, mazurka, modern jazz, freestyle, urbandance e danze etniche. Dai balli a coppie al ballo artistico, ecco alcune tra le specialità appartenenti alla danza sportiva ufficialmente rappresentata dalla Federazione italiana danza sportiva (Fids), la federazione nazionale che il Coni ha riconosciuto nel 2007.

In Italia i professionisti e gli appassionati sono migliaia: in Piemonte si contano attualmente circa 4.000 tesserati nelle 100 associazioni affiliate al Consiglio federale Fids Piemonte. Tra i tesserati, 400 sono atleti di alto livello, tra classe Master e classe As internazionale; 44 sono diversamente abili. I maestri di ballo sono 437 e 615 i dirigenti. Preparazione atletica, artistica e coordinazione ferrea sono i requisiti per poter intraprendere queste discipline a livello agonistico.

Nel 2014 la città di Torino ha ospitato atleti da tutto il mondo per il Campionato mondiale di danze caraibiche, europeo per le danze argentine, mondiale di disco dance. Si è potuto assistere alle performance di oltre 2.000 atleti provenienti da 20 nazioni diverse. Fids Piemonte organizza anche per il 2015 sul nostro territorio regionale le tappe di Coppa Italia per le danze nazionali, danze caraibiche, danze standard e latine, oltre ai campionati di livello provinciale e regionale.

http://piemonte.fids.it/

Quattro salti a scuola!

Per promuovere lo sport e la pratica della danza sportiva tra i più giovani, da quattro anni la Federazione italiana danza sportiva (Fids) Piemonte propone agli istituti scolastici il progetto “Ballando…verso i Campionati studenteschi”, rivolto ad alunni e studenti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

I tecnici regionali Fids coinvolgono insegnanti, allievi e genitori attraverso attività ludico sportive per imparare i passi, la coordinazione ed esprimere creatività. Al termine del percorso ogni anno viene organizzata una manifestazione in cui i ragazzi hanno l’occasione di esibirsi. All’ultima edizioni hanno partecipato 300 allievi.

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