Un Polo superbo, anzi Reale

IL COMPLESSO SI COMPONE DI CINQUE MUSEI, CON OLTRE 40.000 METRI QUADRI COPERTI. TRE CHILOMETRI DI PERCORSO ESPOSITIVO EMOZIONANTE E SUGGESTIVO

di Laura Dellocchio

Sistema museale imponente quello che si usa definire Polo Reale di Torino. Un insieme di cinque meraviglie artistiche da ammirare e visitare, camminando attraverso la storia. Cinque musei più spazi per mostre tem-poranee, oltre 40.000 metri quadri coperti di area museale. Tre chilometri di percorso espositivo emozionante e suggestivo. Centinaia e centinaia di pezzi conservati e in esposizione. Questo il Polo Reale di Torino in numeri. Un ambizioso progetto, che comprende in un insieme artistico di particolare originalità il Palazzo Reale con i suoi Giardini Reali e Palazzo Chiablese, la Biblioteca Reale, l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo Archeologico, rendendo la città di Torino un importante centro storico-artistico a livello mondiale, al pari dei più importanti circuiti, come il Louvre di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo o il Museo del Prado di Madrid. E la dimostrazione di quanto il Polo Reale torinese abbia successo è data di nuovo dai numeri: 482.794 ingressi nel 2014, rispetto ai 393.908 del 2013, registrando un incremento del 18,41%, a conferma della centralità del suo patrimonio artistico, architettonico e storico. Un progetto, che non si deve esitare a definire “regale”, nella miglior tradizione di Torino, per secoli dimora di casa Savoia. Torino non solo, quindi, la città del Museo Egizio e del Museo del Cinema. Torino anche e soprattutto la città del Polo Reale, dove il turista può lasciarsi trasportare durante questa lunga camminata, immaginandosi alla corte di un sovrano. Un progetto, completato a fine 2014, con l’inaugurazione della Nuova Galleria Sabauda e che ha visto il coinvolgimento di vari soggetti: la Città di Torino, la Regione Piemonte, unitamente alla Compagnia di San Paolo, alla Fondazione Crt, alla Società Arcus, alla Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino e alle varie associazioni del mondo culturale torinese. Insieme sono riusciti a dimostrare come il lavoro in sinergia riesca a dare frutti assolutamente virtuosi sotto ogni punto di vista. Finalmente una vera gestione integrata del territorio con priorità condivise e strategie comuni.

Chi decide di visitare l’area dove si suole identificare il Polo Reale di Torino può iniziare il proprio tour a Palazzo Chiablese, che si trova proprio nelle vicinanze del rinascimentale Duomo di Torino e tradizionale luogo di custodia della Sacra Sindone. Edificio del Cinquecento, dall’esterno austero ed elegante, rende difficile fin dall’inizio della visita al Polo Reale, non immaginarsi parte della storia che viene inevitabilmente evocata dalle sue stanze. Affacciarsi e volgere lo sguardo verso la Piazzetta Reale da una delle vetrate di Palazzo Chiablese è certamente un’esperienza molto particolare ed emozionante. Scelto da Paolina Borghese Bonaparte che, durante il periodo dell’occupazione francese, lo rese sua dimora, tornò poi nella disponibilità di casa Savoia. Nel 1851 vi nacque Margherita, prima regina d’Italia e oggi ospita la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte insieme a uffici delle Soprintendenze; è soprattutto il luogo dove si trovano la biglietteria e il Bookshop del Polo Reale.

Ma la residenza reale per antonomasia è certamente Palazzo Reale. Patrimonio dell’Unesco dal 1997, fu progettato da Ascanio Vitozzi nel 1584, per poi essere impreziosito e abbellito nei secoli da artisti come Carlo e Amedeo di Castellamonte, che lo resero uno dei più importanti esempi di barocco italiano. Accedendovi, attraversando la deliziosa Piazzetta Reale delimitata dalla cancellata ottocentesca di Pelagio Palagi, immediatamente si possono iniziare a percorrere i corridoi di questo sfavillante palazzo. Ci si può addentrare in stanze impreziosite da velluti, arazzi, suppellettili pregiate e sovrapporte finemente abbellite, in un ambiente curatissimo in ogni minimo dettaglio. Tutto come allora, tutto intatto, tutto preservato secondo le migliori tecniche conservative, così come lasciato dalla casa reale. Confondono il visitatore la bellezza dei velluti e la ricchezza delle varie sale, che si susseguono una dopo l’altra in una spettacolare geometria: la Sala da ballo, la Sala del trono del primo piano, la deliziosa Camera da letto della regina al secondo piano o, ad esempio, la Sala della colazione che, anche grazie al contributo del Consiglio regionale del Piemonte e al supporto degli Amici di Palazzo Reale, è stata riallestita e riportata ai fasti originari. Le dimensioni di Palazzo Reale sono cresciute a mano a mano che andava aumentando il potere di casa Savoia, che con il passare del tempo mise all’opera alcuni tra i più importanti artisti della storia dell’arte italiana: Filippo Juvarra da Messina, che realizza, tra le altre, la Scala delle forbici e il particolarissimo e suggestivo Gabinetto cinese. Poi Benedetto Alfieri, che si concentra in particolar modo sul secondo piano, divenuto primo architetto del palazzo al posto di Juvarra stesso e Pelagio Palagi, cui si devono alcune sale, tra cui il maestoso e imponente Salone degli Svizzeri e la Sala del Consiglio. Una visita imprescindibile, per entrare nello spirito del tempo e respirare le atmosfere in cui la corte viveva e regnava.

Lasciando Palazzo Reale, non si può non fare una tappa nell’ex Regia frutteria e Biblioteca, dove risplendono le stupende collezioni di porcellane e di argenterie della Casa Reale.

E, come protetti dal Palazzo Reale, ecco che si trovano i Giardini Reali, il nobile punto verde del centro della città. Non ancora visitabili, poiché in fase di ristrutturazione, si estendono fino alle antiche mura e costituiscono il collegamento aperto tra i diversi edifici che compongono il Polo Reale stesso. Un’area naturale, aulica e sobria, piena di statue, di fontane che creano fantasiosi giochi d’acqua, di rigogliosa vegetazione e che negli anni scorsi ha fatto da sfondo a concerti e intrattenimenti per la cittadinanza. Un luogo molto particolare, che ci auguriamo possa presto tornare a essere meta delle passeggiate dei torinesi e dei turisti.

Altra tappa di questo lungo e particolare percorso è quella da dedicare alla Biblioteca Reale, situata al piano terra di Palazzo Reale. Un altro luogo di cultura e di storia, che lascia senza respiro per la bellezza e per la sorpresa di fronte a tanta opulenza, a tanta ricchezza, a tanta cultura. Fatta costruire da Carlo Alberto nel 1837 e dichiarata anch’essa patrimonio Unesco nel 1997, nella Biblioteca si trovano custoditi in meravigliose librerie finemente ornate oltre 200.000 volumi, 4.500 manoscritti, 5.000 cinquecentine, 1.500 pergamene, 1.112 periodici, 3.055 disegni, 187 incunaboli e 400 album fotografici, portolani e preziosi codici miniati. Un vero e proprio paradiso per gli amanti dei libri. Ma nella Biblioteca Reale di Torino non si trovano solo libri. Grazie alla presenza della collezione grafica voluta soprattutto dal re Carlo Alberto, si possono ammirare dei pezzi inestimabili, come il celeberrimo “Autoritratto” di Leonardo da Vinci e i disegni del “Codice sul volo degli uccelli”, nonché alcuni disegni di Raffaello, lo “Studio di giovane che suona il liuto”, di Michelangelo, la “Testa di una Sibilla” e un “Busto d’imperatore romano” di Rembrandt.

Un altro momento di questo tour sabaudo molto importante e dall’altissimo valore artistico è rappresentato dalla visita all’Armeria Reale, costruita nel 1837 e formata dalla Galleria del Beaumont di Filippo Juvarra, divenuta patrimonio dell’Unesco nel 1997, dalla Sala rotonda, che un tempo fungeva da collegamento tra Palazzo Reale e Palazzo Madama e dal Medagliere di Pelagio Palagi, adibito alla numismatica. Dopo un primo passaggio nella loggia, da cui il re Carlo Alberto nel 1848 diede avvio alla I guerra d’Indipendenza, nell’Armeria Reale si possono ammirare migliaia di pezzi tra armi bianche a armi da fuoco, da quelle di epoca archeologica a quelle ottocentesche, accessori per cavalieri e per i cavalli, oltre a moltissimi cimeli di epoca risorgimentale, configurandosi come probabilmente una delle più ricche collezioni di armi e armature del mondo. Anche le sale dell’Armeria Reale possono vantare meravigliosi soffitti interamente affrescati, ornati da splendide cornici lignee e pregiate statue di marmo bianco, così da risultare interessante non certo e non solo per il contenuto esposto.

La Nuova Galleria Sabauda, altra sosta piacevolmente obbligatoria di questo cammino nella storia nazionale, è da considerarsi una delle più importanti pinacoteche d’Italia con oltre 180 anni di storia e più di 700 opere di autori italiani ed europei prodotte dal Duecento al Novecento. Importanti acquisizioni e donazioni, come quella dei marchesi Tancredi e Giulia Falletti di Barolo arricchiscono il patrimonio di questa Galleria, che da pochi mesi è stata inaugurata nella sua nuova e definitiva collocazione. Fatta realizzare nel 1832 da Carlo Alberto, vede dislocate le proprie opere in quattro piani intrisi di storia e colori. Nei primi tre un percorso cronologico fa dialogare le opere di autori piemontesi con le altre realizzate non solo nel resto della Penisola, ma anche dell’intero continente. E qui sono visibili opere di altissimo valore, da quelle del Beato Angelico e di Andrea Mantegna, di Paolo Veronese, di Antonio e Piero del Pollaiolo, ai piemontesi Defendente e Gaudenzio Ferrari, per ritrovarsi innanzi ai Guercino a ai Tintoretto, continuare con le opere di Paul Rubens e Anton van Dyck. E infine, al quarto piano, è possibile osservare la preziosa collezione dell’industriale e collezionista piemontese Riccardo Gualino, dove sono ospitate le opere di Jessie Boswell, Gigi Chessa, Carlo Levi, Francesco Menzio, Nicola Galante ed Enrico Paulucci, i famosi artisti che negli anni Venti costituirono il gruppo i “Sei di Torino” e che ci conduce magicamente alla contemporaneità. Un patrimonio inestimabile, assolutamente imperdibile per la quantità e la qualità delle opere conservate.

E, seguendo quest’ideale fil rouge storico e artistico, situato nelle vecchie serre di Palazzo Reale, ci si ritrova infine nel Museo Archeologico. Nato intorno alla metà del Cinquecento, grazie alle raccolte di antichità greco-romane del duca Emanuele Filiberto di Savoia e di Carlo Emanuele I, che con il tempo vanno a implementare la sempre più cospicua collezione di arte egizia, anche il museo merita una visita per la bellezza dello spazio espositivo e per le collezioni conservate. In esso vi si possono reperire materiali archeologici di diverse epoche, dal paleolitico al rinascimento, la maggior parte proveniente da collezioni private dei Savoia. Una sezione specifica è dedicata alla storia archeologica del Piemonte e fa di questo museo uno straordinario centro di interesse per gli appassionati di storia e di archeologia (disciplina da sempre molto amata e studiata in Piemonte) e soprattutto di quella locale, grazie alla quantità a alla qualità dei reperti. È composto da due sezioni, quella delle Collezioni e quella del Territorio. Nella parte delle Collezioni vi è una sessione dedicata ai materiali archeologici raccolti fin dal XVI secolo da casa Savoia, a cui si sono aggiunte in seguito prestigiose donazioni e acquisizioni; mentre in quella del Territorio è proposto uno spazio dedicato all’archeologia del Piemonte, in cui sono presenti i materiali archeologici ritrovati durante indagini archeologiche del passato e di epoca più recente.

Nel 2015, l’anno dell’ostensione della Sindone, dell’Expo e delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Don Bosco, si stima che circa un milione di persone visiteranno il Polo Reale. Un’occasione da non perdere!

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