Non è che un inizio

Abbiamo assistito negli ultimi giorni (ma è solo una storia che si ripete) ad una scissione che ci ha lasciati tutti, a prescindere dalle personali e diverse opinioni, affranti e delusi.

Noi siamo persone che si collocano politicamente nel centrosinistra italiano sia dentro che, per lo più, fuori dalle organizzazioni politiche esistenti e tutti comunque da qualche anno a questa parte lamentiamo un progressivo decadimento del confronto interno in tutti i partiti ed anche in quello maggiormente rappresentativo del centro sinistra, il PD, il partito sul quale tutti più o meno avevamo scommesso per la riforma di questo Paese.

Abbiamo giudizi diversi sull’operato di Matteo Renzi, sul merito delle riforme che il suo governo ha realizzato per corrispondere all’agenda sulla quale è nata questa legislatura e sul referendum sul quale si è conclusa, tuttavia su un punto siamo tutti concordi: il partito è stato volutamente trascurato e gli spazi di confronto e discussione interna tra i militanti, simpatizzanti e tra questi e i vertici si sono via via ridotti fino ad annullarsi. E’ parso che il racconto renziano, qualche nuovo strumento di partecipazione potessero sostituire un processo democratico interno certamente più faticoso e lento. L’esito del referendum ha dimostrato che il partito e il confronto democratico per il centrosinistra non è sostituibile.

Adesso, vediamo proprio in queste ore, un rinnovarsi delle iniziative nel centro sinistra (sia nel PD che, soprattutto, fuori) che mirano a ricreare un campo progressista in cui in primo luogo si ritrovino le condizioni di inclusione e confronto che sono le premesse per lo sviluppo di una buona politica e di una nuova classe dirigente.

E’ come se in Italia si aggirasse uno spirito nel centro sinistra che per vie e percorsi diversi mira a ricostruire la casa comune dei progressisti partendo dal basso, dalle esperienze, dalle competenze dalle storie vere che pure in questa Italia si sono realizzate e sviluppate per merito delle persone, giovani, donne, lavoratori e ricercatori che sono in prima linea nella lotta per i diritti e per il cambiamento. Noi ci siamo e vogliamo partecipare a questo nuovo percorso del centrosinistra per questo proponiamo di partecipare al viaggio del nuovo inclusivo campo progressista proposto da Giuliano Pisapia.

Per questo proponiamo che il nostro gruppo si segnali alla organizzazione del campo progressista come una officina delle idee che stanno sviluppando e raccogliendo spunti, idee, innovazione politica sociale e culturale.

Per fare questo vogliamo costituire una associazione e comunicare la nostra adesione a officine@campoprogressista.info per avviare concretamente anche qui nel nostro quartiere a Miramare di Rimini questa nuova stagione del centro sinistra.