A properly DAM system allows to save time, increase productivity and streamlines delivery. This is how I adapted mine upon Figma.

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A year and a half ago I embraced Figma giving up the Sketch comfort zone. Sketch is adopted by most of the industry, but I was aiming to make my workflow smoother and more inclusive. Real time collaboration with writers, product managers and front-ends to improve delivery and handoff is one of Figma strongest points where it really shines.

Open up the design process to stakeholders and non-creators brings an higher level of commitment in presenting a tidy and readable workspace.. …


Breve, necessaria, storia di Blizzard Entertainment e del suo imprescindibile coraggio creativo.

Questa è una traduzione semi-libera, senza scopo di lucro, di un articolo scritto da Dean Takahashi e pubblicato originariamente su VentureBeat nel Febbraio 2016 e su cui non possiedo alcun diritto.

Con 27 anni di attività alle spalle, Blizzard può essere considerata una delle pochissime eccezioni in un’industria, quella del videogioco, dove il tempo è così dilatato che il ciclo vitale di una console domestica (in genere 5–6 anni) sembrano un’eternità.

Il motivo, per cui una compagnia che ha fatto così pochi giochi e abbia affrontato così tanti cambiamenti, non solo sia sopravvissuta ma ogni anno vada incontro a nuovi record di crescita è da ricercare nell’ostinata enfasi sulla qualità di ogni singolo prodotto messo in vendita. Con 4.700 dipendenti, 2,4 miliardi di dollari di fatturato ed un’acquisizione/fusione con Activision nel 2008 che ne ha praticamente raddoppiato il valore di mercato, Blizzard è la punta di diamante del business ludico americano: serie come StarCraft, WarCraft e Diablo sono conosciuti in tutto il mondo e sono veri e propri universi espansi in cui ambientare videogiochi appassionanti da vedere e giocare. …


A work-in-progress UX case study, from a MVP to future long-term dreams.

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Overview

During the last five years I improved my technical knowledge of photography through books and blogs. I read about equipment, I watched lot of youtube reviews about cameras I couldn’t afford in a million years, I found out that the war between Canon and Nikon fanboys is really harsh.

I bought an entry level DLSR, learned about my real needs and quickly switched to an Fujifilm X100T. That’s because photography gear, at certain levels, is all about the personal usage and, unless you’re a famous artist that swap from travel reportages to in-studio portraits, you only need a good camera, one (maximum two) lenses and the awareness of what you can obtain from them. …


Come un tool può sostituire cinque software professionali contemporaneamente e mettere d’accordo tutti.

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Il mondo degli strumenti per fare design di interfacce negli ultimi anni (mesi?) ha visto una moltiplicazione quasi preoccupante degli attori che propongono tool per progettare interfacce.
Le soluzioni vanno dall’interessante all’evanescente; tutte però condividono l’obiettivo di aiutare il designer nel creare un flusso di lavoro che includa i passaggi antecedenti e successivi a quello della pura esecuzione, in modo da ottenere un’ecosistema di produzione che inizi dal wireframing e la gestione degli assets finendo all’handoff e la prototipazione.

Tutti i nuovi tool stanno provando a ridurre la frammentazione dell’ambiente di progettazione nella quale lavoriamo attualmente, provando a vendersi come l’ennesimo software definitivo per fare design.
Una visione fin troppo ottimistica del mondo che molti amici e colleghi si portano dietro da almeno un decennio, periodo in cui nei corridoi dell’università sentivo persone desiderare un abominio capace di gestire raster, vettori e impaginazioni contemporaneamente (mi piace immaginarlo col nome Adobe InIllushoppator). …


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Well, the title is pretty clear: I just adored the Paula Scher episode of the Netflix documentary series. Watch it, rewatch it, memorize the details, the colors, the typography. Maybe will be the best design class you will ever attend.


Ci ho provato, davvero.
Ci ho provato ad evitare le sofferenze, le delusioni, le ansie. Ed ho provato a ritornare al mio primo grande amore, il basket. Ma seguire con costanza un campionato, l’NBA, che si svolge perlopiù durante le poche ore di sonno che mi concedo durante la settimana, è un’impresa abbastanza complicata (e no la partita in differita non riesce ad attirarmi molto).
E quindi, sotto la spinta motivazionale paterna, eccomi di nuovo ad abbonarmi ad uno dei due poli televisivi che permettono la trasmissione delle partite di calcio. …

About

Francesco Cutolo

Shaping a better place to work @Exelero

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