Dapprima si sentì furbo come Ulisse dentro il cavallo. Dopo fiero e sprezzante di ogni ostacolo come Ercole. Poi di nuovo come Ulisse, stavolta in mezzo al mare burrascoso, legato mani e piedi per non perdere il senno al canto delle sirene.
Passata la tempesta, che gli aveva distrutto la barca, si sentì un pivello…