PRIMA DI SCRIVERE CHIEDITI SE QUELLO CHE STAI PER SCRIVERE PUÒ FREGARE A QUALCUNO.

SCENA 1_ Mondo. Interno giorno. Soggiorno illuminato. Musica: I’m on fire, cantata dai Chromatics. Tastiera del MacBook. Dieci dita saltellando scrivono:

Lo scrittore deve essere onesto con se stesso. Deve accettare il fatto che non sempre ciò che scrive è interessante.

Forse per qualcuno lo sarà, ma per chi?

SCENA 2_ New York. Manhattan. Interno giorno. Ultimo piano di un grattacielo.

Un milione di scrittori accartocciati in una stanza. Un bisbiglìo continuo e ossessionante produce un ballo snervante delle sinapsi nella tua mente. Tu sei lì con il tuo Autan Anti Scrittori (AAS) e non vedi l’ora di mettere in azione il tuo indice. Un amico ti dà il via, la stanza si apre e tu sorridente come un meteorite mentre cade sulla Terra — intonando The Power Of Love — spruzzi quelle gocce con amara crudeltà e disdicevole entusiasmo.

SCENA 3_ Mondo. Interno giorno. Ritorniamo al soggiorno illuminato. Il brano I’m on fire, sta per finire. Tastiera del MacBook. Dieci dita saltellando scrivono:

Ci sono cose, a mio parere, universalmente noiose. Tipo quello che potrei scrivere ora, andando avanti. Per questo mi fermo qui. Perché poco importa perché io lo stia scrivendo o in quale magnifica location e contornata da quali indimenticabili odori o spinta da quale fantastico stato emotivo.

L’importante è che oggi qualcuno abbia scritto quello che qualcuno si aspettava di leggere.

In caso contrario, AAS!

TZZZZZZZZZZ!


>> Per questo pezzo non ho preso soldi da Autan.

>> Amo tutti gli scrittori. Tranne quelli noiosi ovviamente.

>> A New York negli ultimi piani dei grattacieli accade l’inimmaginabile.

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