Periodo di acquisizioni, ma le persone non sono in vendita.

Daniele Gagliardi
May 23, 2016 · 3 min read

Si è appena conclusa l’edizione 2016 dell’ eCommerceForum organizzato dal Consorzio Netcomm e, mai come quest’anno, si respira aria di forte crescita e di grandi cambiamenti in un canale che in Italia è sempre più in fermento.

Le grandi aziende hanno ormai capito che è un treno sul quale non si può più aspettare per salire, ma si scontrano con la dura realtà del panorama digitale italiano: la crisi di competenze, sia per quanto riguarda quelle verticali (strategia, marketing, tecnologia, …) e sia nel reperire figure manageriali di alto livello. Non che queste figure non ci siano, ma sono numericamente ben inferiori rispetto a quanto richiederebbe oggi il mercato.

Questa crisi, ovviamente, si trasforma anche in una grande opportunità per chi ha l’occasione e la forza di coglierla. La tentazione, quindi, dei pochi big player attualmente presenti sul mercato è quello di concentrare sotto un unico grande gruppo tutte quelle piccole e medie realtà che hanno dimostrato di poter eccellere in un determinato ambito di competenza, sia cercando di portarsi in casa i migliori manager in circolazione e sia investendo nell’acquisizione di aziende che possono contare su team di valore.

Il vero valore? Quello umano.

Prima di affrontare il discorso acquisizioni vorrei però porre l’attenzione su un punto che spesso viene pericolosamente sottovalutato. Le aziende di servizi digitali (marketing, creatività, tecnologia,…), salvo quelle che possono contare sulla vendita e distribuzione di un prodotto scalabile, vivono e crescono grazie alle competenze, l’entusiasmo e la dedizione delle persone che ci lavorano. Possiamo parlare di portfolio clienti, di contratti attivi e di profitti generati, ma questi elementi spesso sono solo la conseguenza del poter contare su un ottimo gruppo di persone. Il reale capitale di questa tipologia di aziende è quello umano.

Per mantenere e far crescere un team di questo tipo, riducendo al minimo il turnover di figure professionali molto richieste, non basta giocare la carta economica. Fortunatamente inizia a diffondersi il concetto che il lavoro, dato che occupa gran parte del tempo della nostra vita, va considerato come parte integrante di essa e non solo un impegno di tempo con il solo fine di far guadagnare abbastanza soldi per potersi permettere di vivere secondo le proprie esigenze.

Potendo scegliere..

Chi ha la possibilità di scegliere, quindi, lo fa tenendo conto di fattori che vanno oltre all’ammontare della RAL, pur rimanendo quest’ultima un elemento importante, dando priorità alla possibilità di lavorare in un contesto che meglio si adatti alle proprie esigenze, ai propri ideali, alle proprie passioni. Ecco che allora si inizia a parlare di ambiente di lavoro, di crescita personale e professionale, della valorizzazione delle proprie attitudini e dell’opportunità di coltivare i propri interessi anche nel contesto lavorativo, oltre che di instaurare un rapporto con i colleghi (dai manager agli stagisti) basato sul rispetto e sulla stima reciproca, rapporto che spesso si spinge anche oltre a quello di lavoro. Non per ultimo assume un valore di primaria importanza il “perché” l’azienda per cui lavori esiste. Un individuo si sente bene a lavorare in un’azienda (o ad acquistarne i prodotti e/o i servizi), quando ne condivide lo spirito e i valori che la guidano. Per riportare alcuni esempi conosciuti l’obiettivo di Walt Disney è quello di rendere le persone felici, per Decathlon quello di rendere lo sport democratico, per Nokia quello di “connettere” le persone.

Credo che questo video spieghi perfettamente questo tipo di approccio, vi consiglio di trovare 20 minuti scarsi da dedicargli: http://www.ted.com/talks/simon_sinek_how_great_leaders_inspire_action

Si può acquistare il contenitore, ma il contenuto?

Dopo questa lunga premessa, davvero si può pensare che basta acquisire un’azienda per “portarsi in casa“ il valore che ha dimostrato avere sul mercato? Il più delle volte, quando si concretizza un’acquisizione, quasi tutti gli elementi che ho elencato sopra cambiano radicalmente: dalla sede di lavoro ai colleghi, dalle regole aziendali alle prospettive di crescita professionale, ma soprattutto cambia l’azienda e di conseguenza lo spirito alla base di tutto, quello che per molti è il motivo per il quale tutti i giorni si alzano la mattina per andare a lavorare.

Le persone non sono in vendita e, se non ci si preoccupa di mantenere inalterate le condizioni che le hanno portate ad essere parte di un determinato team, il rischio di acquistare un contenitore che tenderà a svuotarsi molto rapidamente è davvero elevato.