Con il tempo

Con il tempo si dovrebbe crescere, imparare a combattere le delusioni, ciò che la vita ci pone innanzi e che ci ostacola. Sì, è così: chi più, chi meno, con le armi che abbiamo o con quelle che speriamo di imparare ad usare. C’è un tempo, sempre più breve con l’andare degli anni, in cui si possono lasciare andare le cose, le persone. E’ il tempo di quel dolore che persiste più a lungo, acuito da tutte le esperienze e gli avvenimenti che ci fanno quello che siamo. E’ una corsa su una corta distanza, da affrontare non come scattisti, ma come passisti. Un tempo che si dilata nella sua assurda mancanza di profondità, che dovrebbe divenire un taglio netto ed invece sanguina senza che appaia rimedio. Ci si aiuta con ogni sorta di diavoleria mentale, magari con qualche buona bevuta, un libro diverso da tutti quelli letti fino ad allora, qualcuno che ti ascolti e abbia la pazienza della sopportazione. Perchè, in quel tempo, molti non percepiscono altro che una stortura, una deviazione dal cammino prefissato per ognuno: solo che quelli di fronte non siamo noi, sono gli altri e degli altri noi non sappiamo nulla. Ore che diventano giorni e giorni corti come ore. Non è solo una questione di coraggio, ma di sopravvivenza, di istinto ad aggrapparsi ad ogni singolo, infinitesimale frammenti di illusione, per raggiungere un momento dell’illusione più grande: la “felicità”. Ed è tutto a conoscenza di chiunque, anche di coloro così all’ apparenza forti, che sanno di cosa ciarli, sono cose universali, proprio. Amore? Fate e dite come vi pare. C’è quel luogo freddo in cui nessuno può arrivare. Il luogo in cui si decide, se si vuole.