“The Revenant” — La natura epica e la lotta

L’epica della lotta dell’uomo contro la natura. L’epica della lotta contro se stessi. Nel film dell’autore di “Birdman“, Alejandro González Iñárritu, ancora una volta il cuore del racconto è il conflitto, innescato dalla cattiveria dell’uomo, incurante del fatto che tutto ciò che lo circonda lo può sopraffare. Una tragica elegia tra le nevi e gli alberi infiniti dell’inverno del 1823 nel North Dakota, dove un trapper (una guida per cacciatori di pelli) che ha perso tutto, attraversa una parabola personale, fisica ed emotiva di straordinaria durezza e senza una vera salvezza.

Si direbbe, in maniera abusata, che la vera protagonista del film è la natura: possiamo anche vederla così, ma è riduttivo. Lo straordinario paesaggio che pervade ogni fotogramma della pellicola è lo sfondo di una vendetta, di una caccia, di un racconto di estrema durezza, fisica e mentale. Montagne, fiumi, foreste ed animali non sono solo apparenza, ma diventano a loro volta parte della narrazione, cosicché nulla appare mera immagine, solo bellezza e compiacimento. Non vi è una sola scena che non abbia un senso profondo legato alla vicenda di Glass, alla sua sopravvivenza, al suo desiderio disperato di vivere, seppur per uccidere chi gli ha tolto l’ultimo affetto della sua vita.

Non vi è redenzione, né assoluzione: la vendetta è nelle mani di Dio o chi per lui. Ed in mezzo a tanta sorda disperazione, il regista conferma il suo talento purissimo, fatto di immagini che respirano, vivono di se stesse, ma senza compiacersi in virtuosismi eccessivi. Anche la parte onirica, cifra stilistica personale di Iñárritu, appare quasi “logica” nei suoi momenti sullo schermo. La padronanza della sceneggiatura, cui lo stesso regista ha contribuito, lega ogni singolo elemento in maniera fluente e coerente.

Di questa pellicola viene lodata ovunque l’interpretazione degli attori e va sottolineato che “The Revenant” è un film di recitazione pura. Non ci sono scappatoie. Leonardo DiCaprio è ormai ciò che ha saputo divenire: un attore a tratti superbo, sempre assolutamente in parte. Non ci sono sbavature, non ci sono ammiccamenti nella sua interpretazione. Glass è un personaggio che nella galleria dei caratteri da lui interpretati svetterà come una delle massime espressioni della sua arte. E Tom Hardy lo tallona davvero da vicino. Pur dando vita ad un cattivo “tout court”, il suo personaggio è ricco di una dinamica recitativa che l’attore Inglese interpreta a meraviglia. E, comunque, tutto il cast appare decisamente ben scelto.

Nota di merito alla fotografia di Emmanuel Lubezki, forte, decisa, netta e fredda come la stagione in cui si svolgono i fatti.

Infine, la musica. Ryūichi Sakamoto, un maestro indiscusso, torna, insieme ad Alva Noto, a firmare una colonna sonora dopo la grave malattia che lo ha allontanato per più di un anno dalla sua attività. Con pochissimi, sapienti e calibrati accordi, il duo, spaziando dall’elettronica a composizioni più classiche, crea un tappeto sonoro mai, mai invasivo. Le note si fondono alle immagini con quella naturalezza che va riconosciuta solo ai grandi compositori.

The Revenant” è la prima, bella sorpresa di questo 2016. Difficile cominciare un anno al cinema meglio di così.


Originally published at www.wikicinema.info on January 4, 2016.