4 casi italiani di successo del potere solidale dei social media

Dalla tragedia del ponte Morandi all’atleta paralimpica Bebe Vio. Sempre più spesso la comunicazione sul web assume un ruolo dominante e dalle proprietà benefiche sottovalutate.

Danila Bavastro
Sep 9, 2018 · 7 min read
photo credit: istock

In un mondo in cui siamo costantemente connessi e troviamo sui social media un modo per svagarci, per restare più vicini ai nostri amici che si sono traferiti all’estero, per sentire quella vita ideale sfoggiata dagli influencer più alla nostra portata, per informarci e per imparare a evitare le fake news, non possiamo storcere il naso quando vediamo comparire in questa “giungla virtuale” anche pensieri e iniziative di solidarietà, mescolate ad azioni di sensibilizzazione.

Dall’utente che esprime la propria partecipazione al dolore di una comunità con un gesto banale, come cambiare la propria immagine profilo, alla squadra di calcio che onora la propria città con una delicata dichiarazione d’amore, al food blogger che si fa pioniere di un’impresa ordinaria e straordinaria allo stesso tempo. Alla forza d’animo della campionessa paraolimpica Bebe Vio, veicolata pubblicamente sul proprio profilo instagram.

Ogni gesto sul web, per quanto insignificante possa essere di fronte a tragedie di grande entità, in realtà può diventare importante. Si pensi alla funzionalità Safety Check sviluppata da Facebook per permettere a chi si trova nei pressi di una catastrofe di rassicurare i propri cari comunicando di “stare bene”: per intercettare la posizione geografica degli utenti, Facebook si avvale di diversi strumenti, tra cui la geolocalizzazione, i tag o semplicemente la località di residenza inserita nel proprio profilo.Vediamo, attraverso qualche esempio, come tutto ciò è possibile.

photo credit: facebook.com

IL TRIONFO DELL’HASHTAG #GENOVANELCUORE

La data del 14 agosto 2018 è tristemente passata alla storia per via del crollo del ponte Morandi di Genova che ha causato 43 vittime. Di fronte a tragedie di carattere nazionale, come questa, ci sono vari modi per esprimere il proprio cordoglio e, sempre più spesso, i social network assumono un ruolo dominante.

Oltre a questo, i social sono il luogo dove esprimere la propria solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime, azione il cui potere benefico viene spesso sottovalutato, nonostante non abbia la forza di cambiare o migliorare in qualche modo le circostanze, oltre che il mezzo attraverso cui compiere azioni concrete di sensibilizzazione e di beneficienza.

Durante le due settimane successive alla tragedia del ponte Morandi, Genova non si è infatti mai ritrovata priva di calore e solidarietà: i social network testimoniavano una vicinanza senza precedenti, come dimostra il successo dell’hashtag lanciato dalla società calcistica Genoa Cfc: #GenovaNelCuore. A poche ore dall’avvenimento il Genoa Cricket and Football Club ha pubblicato sui propri canali social un contenuto semplice ma efficace. Un’immagine in grafica, con una frase: “Genova nel cuore”.

photo credit: Fan Page Genoa Cfc

Anche la maggior parte dei giocatori del club rossoblù — tra cui, solo per citarne alcuni, Domenico Criscito, Goran Pandev e Andrea Favilli — hanno deciso di prender parte all’iniziativa avanzata dal club, condividendo a loro volta l’immagine sui propri canali social dove possiedono migliaia di followers.

Durante il primo turno di campionato di Seria A, in molti stadi è stato esposto uno striscione per esprimere la propria vicinanza nei confronti della città di Genova: da Benevento a Barcellona, le tifoserie hanno voluto lasciare messaggi d’affetto, successivamente raccolti in una galleria fotografica (titolata “Genova nel Cuore”) sulla pagina Facebook sempre dal Genoa Cfc. Qui la decisione della Lega serie A e la Regione Liguria: durante la seconda giornata di campionato, tutte le squadre sarebbero scese in campo con una t-shirt recante la scritta “Genova nel Cuore”.

photo credit: Regione Liguria

In poche ore le immagini dell’iniziativa fanno il giro del mondo, mentre l’appello viene accolto anche da personalità esterne al mondo del calcio, come Valentino Rossi o i piloti Ferrari. Ancora una volta i social si fanno canalizzatori e moltiplicatori di stati d’animo, in questo caso nella loro forma più nobile, mostrando la faccia pulita di chi li frequenta.

photo credit: Getty Images

DALL’APPELLO DI UN FOOD BLOGGER NASCE #AMAtriciana

Non è la prima volta che i social si fanno luogo d’incontro, di condivisione e di solidarietà in occasione di situazioni tragiche che coinvolgono tutto il territorio italiano, a prescindere dal luogo specifico in cui avvengono. Memorabile, ad esempio, il terremoto che due anni fa rase al suolo la cittadina di Amatrice e sconvolse il Centro Italia.

Tra tutte le iniziative di beneficienza finalizzate a raccogliere fondi per aiutare la popolazione delle zone colpite dal sisma ce n’è stata una che ha visto come protagonista l’amatriciana, il celeberrimo piatto per cui Amatrice è famosa a livello internazionale. L’idea di questa semplice iniziativa è nata dal food blogger Paolo Campana, e ha avuto una potenza e una risonanza tale da fare il giro del mondo. Tutto ebbe inizio da queste sue parole, postate sulla sua pagina Facebook:

«Muoversi veloci. Ci provo. Nei prossimi giorni ci doveva essere una festa e invece… lancio una PROPOSTA a tutti gli amici ristoratori. Nei prossimi giorni DEVOLVIAMO TUTTI DUE EURO per ogni piatto di AMATRICIANA ordinato e consumato?! In questo modo, un euro partirà da noi e un euro dai nostri clienti. Magari è una cazzata, magari invece aiuta! Facciamo diventare la sagra un evento nazionale di beneficenza».

Visto che per l’ultimo fine settimana di agosto era in programma la sagra dell’amatriciana, l’idea ha preso forma quasi spontaneamente. Alle ore 8 il primo post su Facebook, alle ore 12 la locandina. Che è ben fatta (Paolo è anche grafico) e funziona. In poco tempo diventa virale. Obiettivo centrato con tanta ‘bontà’.

credit photo: Paolo Campana

Anche il proprietario di Facebook Marc Zuckerberg ha fatto riferimento ad #AMAtriciana come fenomeno virale di grande impatto, unico caso in Italia di tale successo, che ricorda tanto quello dell’Ice Bucket Challenge di un paio di anni fa.

video realizzato da euronews — L’amatriciana solidale diventa virale

L’IRONIA SOCIAL DI BEBE VIO E LA CAMPAGNA #IOVACCINO

Bebe Vio aveva solo 11 anni quando la meningite le procurò l’infezione alle gambe e agli avambracci che costrinsero i medici all’amputazione. Ma solo un anno dopo la degenza ospedaliera e la riabilitazione, la ragazza riprese il suo sogno di sportiva, che l’ha resa una delle atlete paralimpiche di scherma più conosciute e apprezzate al mondo.

La sua carriera l’ha condotta verso traguardi che forse per qualcuno sarebbero sembrati insperati: Bebe Vio è diventata campionessa di scherma, ha cenato alla Casa Bianca durante la carica del presidente Obama (con cui, al di fuori da ogni protocollo, scattò un selfie esilarante), e oggi è conduttrice diLa vita è una figata”, un programma televisivo dove intervista campioni del mondo dello sport e persone comuni sulla loro storia.

Video Rai — una puntata del programma TV “La vita è una figata”

Bebe Vio è diventata un vero esempio non solo come atleta paralimpica di scherma, ma anche come emblema di coraggio per le proprie ambizioni, a scanso delle avversità. Con straordinaria caparbietà, Bebe, insieme con la sua famiglia, è riuscita a trasformare la disgrazia in un trionfo, umano e sportivo.

Attraverso il suo profilo instagram lancia quotidianamente, con un taglio piacevolmente ironico, messaggi di grande speranza ma non solo. Indelebile l’immagine postata per la la campagna di sensibilizzazione a favore dei vaccini contro la meningite divulgata con l’hashtag #iomivaccino.

photo: Agenzia Ansa

E a proposito di vaccini, non può passare in secondo piano l’iniziativa social #IoVaccino promossa da due mamme bolognesi, prima con una petizione online sulla piattaforma change.org con oltre 15mila firme, e poi con una campagna fotografica su twitter, facebook e instagram. Ad appoggiarle anche il sito VaccinarSì, della Società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica (SiTi), l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute.

Da un semplice hashtag è nato poi il portale ontro la disinformazione, iovaccino.it chesi adopera per la divulgazione di un’informazione scientificamente corretta e per la responsabilizzazione dei media sul tema dell’informazione, offrendo inoltre quotidianamente un sostegno ai genitori dubbiosi e a tutti coloro che necessitano di reperire informazioni corrette sul tema della prevenzione.

photo credit: queryonline.it

Questi sono solo alcuni dei più importanti esempi di come i social media possono essere utilizzati in maniera positiva, per veicolare soprattutto messaggi di sensibilizzazione, per comunicare forza e speranza. In un mondo virtuale dove spesso è proprio la mancanza di una comunicazione sana e diretta il principale limite.

Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade