Le cose migliori che ho letto

Danilo Ausiello
Dec 12, 2018 · 3 min read

Nel 2018, su comunicazione e pubblicità. Consigli per chi vive in questo campo, più o meno.


1) Una volta qui era tutto campagne / Mizio Ratti
Dovrebbe leggere questo articolo chiunque sia interessato a capire come funzionano le agenzie di pubblicità, spiegato in modo semplice e con un taglio autobiografico, quindi più bello. Capire dove stanno andando, che aria tira. Dove prendevano i soldi un tempo e dove li prendono oggi, sempre meno. Un post bello e un’analisi amara, con un finale di Romanticismo. [Mizioblog]


2) The process / Il Post
Uno dei grandi temi di questo settore riguarda la disponibilità di tempo. L’impossibilità di progettare su timing ragionevoli, con scadenze più lunghe dell’asap, puntando alle galline-domani senza l’ossessione delle uova-oggi. In questa storia ambientata a Philadelphia succede esattamente il contrario, in una specie di grande utopia positiva: un team Nba decide di perdere consapevolmente per diverse stagioni, con il solo obiettivo di vincere più avanti. Si chiama “The process”, una storia bellissima. [Il Post]


3) Bassa risoluzione / Massimo Mantellini
È un libro piccolo, scritto semplice, sul cambio di “consistenza” delle cose che abbiamo intorno: la musica in streaming, le cucine Ikea, le foto che mettiamo su Instagram. Se ci pensate sono versioni a bassa qualità di idee precedenti (i dischi, la cucina dell’artigiano, le foto dei rullini), però meno ingombranti, più leggere. Abbiamo abbassato la qualità in cambio dell’agilità. Perso peso per andare più veloci. Non lo so se è un bene o un male, a me piace Spotify e alle volte mi mancano i cd col libretto. [Minimaetmoralia]


4. Tu chiamale emozioni, se vuoi / Paolo Iabichino
Scriviamo emoji, usiamo reaction, fuggiamo l’odio, cuoriamo tutto. Internet è lo spazio delle emozioni a galla, la nuvolona dove i sentimenti trovano forma e condivisione, addirittura simboli. Nel frattempo aziende e algoritmi li contano, analizzano, indirizzano. L’obiettivo è monetizzare, convertirli in dindini. È “la corsa all’oro delle emozioni”, scrive Paolo Iabichino. Il Klondike dei giorni nostri. [Iabicus]


5. The Game / Alessandro Baricco
È il libro più utile uscito quest’anno sui temi del digitale, scritto per un pubblico ampio, non per i fissati. È un grande riepilogo della rivoluzione digitale, dal Commodore ai giorni nostri, e insieme una spiegazione di quello che sta succedendo con internet, le fake news, i benedetti social. Ne esci che hai meno paura, vedi il quadro grande. Leggetene tutti, ci ho scritto anche un post. [Einaudi]


6. How to market me / The New Yorker
Questa è la più divertente. Una lista di 13 suggerimenti per una campagna pubblicitaria scritti dal punto di vista del consumatore, che svelano le scemenze e i tic ricorrenti di tante campagne pubblicitarie 1) “Usa una canzone famosa qualche anno fa, mi riporta a un momento del passato in cui ero felice”. 2) “Se usi un testimonial, ti prego non specificare il nome. Rovini tutto”. Consigli così, più altri 11. [River Clegg]


7. Quel giorno che Amazon decise che ero una donna / Marco Faccio
La nuova pubblicità personalizzata, basata teoricamente sui tuoi movimenti online ma poi in realtà sempre sballata, è un fenomeno ormai familiare, a cui ci abituiamo ogni giorno. Un po’ ci tranquillizza sull’idiozia delle macchine, finché restano idiote. E riflette la tendenza dell’advertising a montare rivoluzioni in anticipo, puntando sul largo delle potenzialità più che sullo stretto delle capacità. Marco Faccio in un post divertente, che ci avvisa tutti. [facebook]


8. Working at an overseas click farm / Cracked
C’è questa stanza enorme, dentro un magazzino. In pochi parlano. Tutto quello che senti sono i click”. Le fabbriche dei click sorgono generalmente in Paesi emergenti (Thailandia, Filippine, Indonesia). All’interno decine di impiegati producono le sequenze di finti-like e finte-views che gonfiano i nostri social da questa parte del pianeta. Puoi comprarci mille like per 50 dollari. O un milione per 600. Questo articolo racconta la storia di Albert, uno delle migliaia di filippini pagati per cliccare, per 12 ore al giorno, sui post di aziende, brand e influencer. Parla di loro, e dice molto di noi. [Evan V. Simon]


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