Il talento non esiste.

Perché il concetto di “talento naturale” e di “genio” sono sopravvalutati.

“xxx si nasce, non si diventa!” (sostituire xxx con un lavoro qualsiasi)

“xxx devi averlo dentro, o ce l’hai o non ce l’hai!” (sostituire xxx con un’abilità qualsiasi)

Palle.

Non a caso queste frasi le usa chi quel lavoro lo fa o chi possiede quell’abilità. Non so, forse è il timore di perdere quello che hanno e usano queste frasi per scoraggiare i possibili concorrenti. Oppure hanno il bisogno di elevarsi sopra la mediocrità, sentirsi parte di un elite.

Io ti dico una cosa: il talento non esiste. Esistono solo le passioni. Questo è quello che fa la differenza.

Non voglio scadere nelle frasi motivazionali da guru tipo “sii ciò che vuoi diventare” o “non ci sono limiti a quello che puoi fare nella vita”.
I limiti ci sono eccome, e non puoi diventare tutto ciò che sogni.

Se hai 53 anni, la panza da Oktober Fest, la terza media, parli solo barese e vuoi diventare il primo uomo a mettere piede su marte… beh, ho una brutta notizia per te.

Ma, mantenendo i piedi per terra, il fatto che puoi fare ciò che vuoi è fondamentalmente vero.

Il Noma di Copenaghen

La mia ragazza mi ha fatto vedere un documentario sul ristorante che ha vinto molte volte il premio come miglior ristorante del mondo. Si chiama “Noma” e si trova a Copenaghen.
Il documentario mi ha fatto riflettere su cosa significa avere talento, possedere del genio.
Secondo me il proprietario, nonché chef del ristorante, non ha talento e non è un genio.

Secondo il mio modo di vedere, è una persona che ha una tale passione per ciò che fa, che è disposto a sacrificare la maggior parte del suo tempo e degli altri aspetti della sua vita per perseguire i suoi obiettivi. E non importa quanto tempo ci voglia o quanto lui si debba impegnare: la sua passione è tale da non averne mai abbastanza.

“eh ma ha avuto un idea geniale, è qui li genio!”

Sì, ci credo. Lui pensa 24 ore su 24 alla sua passione, normale che gli vengano in mente cose che alle altre persone non vengono. In quanti ci pensano così tanto? E con questa passione? Infatti la sua illuminazione, la sua idea geniale, l’ha avuta guardando un paesaggio meraviglioso nella natura incontaminata del nord europa. E cosa ha pensato? Di creare “la cucina nordica” utilizzando gli ingredienti che questi posti offrono.

Giusto per farti capire, ha guardato un paesaggio meraviglioso, ha pensato a quando è bella e profonda la natura, e l’ha associata alla cucina. Perché è questo che ha sempre in mente.

La differenza tra lui e un altro chef, è la quantità e la qualità di interesse che ci mettono. Magari lo chef dopo una settimana di lavoro estenuante in cucina, piena di problemi da risolvere e stress, non vede l’ora di staccare un paio di giorni per rilassarsi. Il proprietario del noma invece al sabato sera cosa fa? Un bel laboratorio creativo dove sperimentare nuovi piatti.

“Tu sei pazzo, dopo una settimana di lavoro bruci i tuoi sabati sera dove potresti divertirti con gli amici per cucinare di nuovo? Oltretutto in modo creativo, quindi usanto la mente ancora di più di quello che hai fatto tutta la settimana?”

Esatto, questa è la differenza. Quello che la gente chiama talento io lo chiamo amare talmente tanto una cosa da vivere per quella.

Esistono solo interessi, più o meno forti, per qualcosa.

Sono portato per… Non sono portato per…

Non è vero che non sei portato per la matematica, semplicemente non ti interessa, non ti piace, non hai voglia di concentrarti a capire.

Non è vero che sei portato per la matematica, semplicemente ti piace, ti interessa, e amandola ti viene facile imparare perché per te concentrarti su questo non richiede il minimo sforzo.

Le storie di imprenditori di successo sono piene di esempi che dimostrano come non sia stato il talento ad averli portati al successo ma la forza di volontà e la propria passione per quello che facevano.
Giusto per citarne alcuni al volo:

Colonnello Sanders (quello di KFC): quando girava come un barbone cercando di vendere la sua ricetta speciale per cucinare il pollo ha dovuto bussare a 1009 porte prima di ricevere il primo sì. Il talento ha portato Sanders a non mollare mai? No di certo, è stata la forza di volontà. Lui credeva nella sua ricetta al punto tale da rischiare tutto per essa. Una passione tale per la sua creazione che gli ha dato la forza di prendere 1008 no e un sì.

Thomas Edison: prima di diventare famoso per la sua invenzione più celebre, ha registrato 1093 brevetti di sue invenzioni sconosciute. Se un tuo amico arrivasse a registrare la millenovantaduesima invenzione inutile, cosa penseresti di lui? Che ha talento per l’invenzione? O che è solo un povero pazzo che perde il suo tempo? L’invenzione numero 1093 di Edison fu la lampadina. Pensi di Edison che abbia avuto talento? Io penso che abbia avuto la testa dura come il marmo e una passione per ciò che faceva così forte da fregarsene delle mille invenzioni passate inosservate e andare avanti.

Vincent van Gogh: Pensi che il buon Vincent sia un pittore di talento? Se tu fossi vissuto nella seconda metà dell’ottocento probabilmente gli avresti riso in faccia come hanno fatto tutti gli altri. Lui ha continuato a seguire la sua passione e ha dipinto 864 dipinti. Beh, il pittore con poco talento ha influenzato la storia dell’arte del ventesimo secolo. Amava in modo così profondo l’arte da rappresentare la realtà in un modo che la gente di fine ottocento non era ancora pronta ad apprezzare. Ma è l’amore per l’arte che gli ha permesso di vedere in questo modo la realtà e di non mollare nonostante la gente gli dicesse che non era portato per la pittura.

Joanne Rowling: beh, amando la scrittura non potevo non metterla nell’elenco… e conosci probabilmente la sua storia. Se tu avessi scritto un libro e undici editori ti dicessero che la scrittura non fa per te, continueresti a chiedere? Io forse non sarei nemmeno arrivato a undici. Ma lei ama troppo la scrittura e crede in Harry. Beh, il dodicesimo tentativo è stato quello decisivo. Ma la Rowling ha talento per la scrittura o è brava a scrivere perché ama la scrittura? Lei è diventata l’autrice più letta della storia perché ha talento o perché ha sempre creduto in quello che ha scritto tanto da non mollare anche dopo unidici no?

Per conculdere

Non ti sto dicendo che se vuoi puoi diventare una leggenda in quello che fai. Ma non ti sto nemmeno dicendo che non puoi diventarlo perché “non sei nato con questa dote”.

Leggi le storie delle più grandi personalità della storia e troverai un filo rosso che collega tutte: non hanno mai mollato nonostante tutto.
Quello che invece non troverai, probabilmente, è il talento.

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