Non sono d’accordo ma non sono bigotto.

Due parole sulla maternità surrogata.

Quando vieti una cosa, ci sarà sempre qualcuno che farà in modo di averla lo stesso. Anzi, si rischia di incentivare il fenomeno, vietandolo.

Un po’ come le droghe: inutile vietarle, tanto la gente le vuole comunque e le ottiene comunque, mettendo a rischio la propria vita e finanziando un mercato del terrore. Molto meglio regolamentarle tutte, in modo da averle sotto controllo, guadagnare da esse in modo pulito e stroncare sia le mafie che le morti per overdose.

Un discorso simile si potrebbe applicare alla maternità surrogata. Se la vietassimo, le persone andrebbero comunque dove è ancora legale, o peggio, si svilupperebbe un mercato nero di madri surrogate povere e sfruttate.
Da questo punto di vista molto meglio legalizzare e controllare tutto, un po’ come le droghe.

Fatta questa premessa, posso dire di non essere d’accordo all’utilizzo della maternità surrogata come metodo per diventare genitori naturali di un bambino.

Ma non sono d’accordo in principio, cioè non credo che una bio-tecnologia del genere dovesse essere sviluppata.

La chiusura mentale del non accettare un opinione differente

Mi è capitato di vedere un servizio delle Iene, di Nadia Toffa, sulla maternità surrogata.

Praticamente, dopo alcune interviste a madri surrogate, a una famosa psicologa italiana e a medici che gestiscono una clinica in USA, è saltato fuori che la maternità surrogata è una naturale evoluzione della società. E che se non sei d’accordo significa che non ci hai riflettuto abbastanza profondamente e che hai una mentalità chiusa.

Allora.

Numero uno: se non sono d’accordo con te non significa per forza che tu hai ragione e io torto. Che tu sei intelligente e io ignorante. Questo è un modo davvero chiuso di pensare, altro che non essere d’accordo con la maternità surrogata.

Numero due: non sono assolutamente un bigotto e con una mente chiusa, anzi. Sono aperto a qualsiasi cosa, purchè non faccia male agli altri. Nonostante questo ho ragionato in profondità e ho sviluppato la mia opinione sul tema.

Il punto “va bene tutto purchè non faccia male agli altri” è stato toccato e usato come motivazione anche nel servizio per giustificare i pro della maternità surrogata. Ma è qui che si sbagliano.

Nel mondo siamo 7,5 miliardi di persone e continuiamo a crescere. Le risorse sono limitate. Miliardi di persone vivono sotto la soglia di povertà e non so quanti di questi sono bambini.
E pensate veramente che “produrre” un bambino quando in realtà naturalmente non potreste (perché con problemi di fertilità o perché una coppia omosessuale), non faccia male a nessuno?

Vi do una notizia bomba: non siete soli sulla terra.

Quello che fate ha un impatto sull’umanità intera. Alla faccia di non fare male a nessuno.

Non capisco perché un bambino che non ha la possibilità di avere dei genitori non possa averli e invece una coppia che non ha la possibilità di avere dei figli possa scegliere non solo di averli comunque, ma addirittura di averli alti, biondi, con gli occhi azzurri.

Non potreste semplicemente accettare che non potete avere figli, e adottarli? Visto la mole di bambini che, come voi, sono stati privati dalla natura (o dalle circostanze) della possibilità di avere qualcosa che vorrebbero (nel vostro caso i figli, nel lori i genitori e una vita normale)?

Oltretutto solo chi ha davvero molti soldi può permetterselo. Significa che se sei ricco puoi avere figli anche se naturalmente non potresti e se sei povero (o nel mezzo, visto che la maternità surrogata costa intorno ai 140.000$) no.

Mi spiace, sei povero. Adotta uno di quei bambini brutti e più poveri di te, che noi ci facciamo il figlio su misura.

Solo io ci vedo un estremo egoismo?

Trovo egoista non accettare di non poter avere figli e volerli a tutti i costi, sopportando per questo che il figlio cresca nel ventre di un’altra donna.

Trovo egoista non vedere come un oceano di bambini aspetti solo di avere dei bravi genitori che gli vogliano bene per quello che sono, anche se non sono alti, biondi e con gli occhi azzurri.

Vedo questi bambini nati da madri surrogate come giocattoli ultra costosi e i genitori come bambini che sbattono i piedi di fronte ad un giocattolo al supermercato perché lo vogliono a tutti i costi.

E non intendo dire che tutti i genitori che pensano alla maternità surrogata siano cattive persone ed egoiste fino al midollo. Non parlo di un egoismo maligno. Parlo di un egoismo senza malizia, spinto dalla voglia di diventare genitore, che è una voglia sacrosanta.

Non faccio un discorso a parte per le coppie omosessuali semplicemente perché non ci vedo nessuna differenza con una coppia etero con problemi di sterilità. Entrambe sono coppie di due esseri umani che per vari motivi non possono avere figli naturalmente.

Di che genere siano o quali siano i loro gusti sessuali non fa alcuna differenza. E non dovrebbe fare alcuna differenza anche in tutti gli altri campi della vita, come il lavoro, il matrimonio, l’adozione, ecc. Ma questo è un altro discorso.

L’adozione come alternativa

Io che sto parlando non ho figli, e c’è tranquillamente la possibilità che io sia sterile. O lo sia la mia compagna. O entrambi.

Nonostante questo, anche se avessi la disponibilità economica giusta, non ricorrerei mai a questo sistema pur di averne. E la mia compagna non farebbe mai crescere il proprio figlio, con il seme di un altro, nel ventre di un’altra.

Solo a scriverlo mi viene da ridere. Dai, ma veramente? Veramente si è disposti a questo giro di semi, ovuli e ventri pur di avere un figlio?

La gravidanza è qualcosa di sacro. Sarò all’antica, ma io vedo la crescita di una vita dentro il ventre della donna che amo come qualcosa di stupefacente.

La massima espressione dell’incredibile potere della natura e consacrazione della donna come elemento centrale di tutto. Una donna che diventa madre, la creazione fatta carne ed ossa. Non trovo nemmeno le parole giuste per descrivere una cosa del genere.

E, dal momento che la natura non è né buona né cattiva, per auto tutelarsi (visto che viaggiamo verso gli 8 miliardi e non accenniamo a fermarci, anzi) puo’ essere che non dia la possibilità a qualcuno di riprodursi.

Non voglio entrare in merito a come si può sentire una donna (o anche un uomo) che scopre di non poter avere figli.

Anche a me crollerebbe il mondo addosso, sarebbe quasi come se il mio passaggio sulla terra non avesse uno scopo, biologicamente parlando. Penso che per una donna sia ancora peggio. E anche se potenzialmente potreste essere i genitori più bravi del mondo, ma la natura ha deciso di non darvi questa possibilità, non tutto è perduto! Potrete essere comunque i genitori più bravi del mondo, anche senza figli naturali!

Per quanto riguarda quelle coppie formate da persone dello stesso sesso: purtroppo secondo le regole meramente biologiche di questo pianeta non potrete mai avere figli naturali. Tremendo, terribile, crudele, ingiusto. Ma è così e deve essere accettato e metabolizzato.

Adottare un bambino è qualcosa di meraviglioso. Un'esperienza unica. E vi consiglio, se avete scartato questa eventualità a favore della maternità surrogata, di parlare con dei genitori di bambini adottati.

Pensate che vi diranno «beh si, è bello ma non è come avere dei figli tuoi» oppure «si lì cresci tu, ma alla fine non puoi volergli bene come se fosse tuo figlio, è un estraneo alla fine»?

Ma mai e poi mai! Saranno un pezzo di cuore come se fossero figli vostri e i vostri istinti da genitori si attiveranno per loro come per i vostri figli naturali, senza differenza.

Sono cosciente comunque che il processo di adozione non è così facile e che di certo la burocrazia e i tempi estremamente lunghi non la incentivano. Bisognerebbe lottare per questo., soprattutto per dare una possibilità ai bambini, più che ai genitori.

La naturale evoluzione della società

Usare questa affermazione come prova per dimostrare che la maternità surrogata è cosa buona e giusta è un assurdità.

Il motivo è semplice. La storia ci insegna che non tutto quello che casca nel calderone del ‘‘evoluzione naturale della società’’ è un bene.

Magari anche nel periodo d’oro dello schiavismo chi andava contro questa pratica era marchiato come bigotto. «Ma non capisci? È normale usare le razze inferiori come forza lavoro! È l’evoluzione normale della società! I bianchi evolvono e diventano superiori, altre razze rimangono inferiori. È la natura!»

Non voglio fare paragoni estremi. Ma voglio solo far riflettere sul fatto che allontanarci dalla natura, sotto certi aspetti, non ci può fare bene.

Dovremmo sviluppare le nostre tecnologie in armonia con la natura, non piegandola a nostro favore.

Ormai ci atteggiamo come se fossimo esseri superiori atterrati qui da chissà dove, e ci dimentichiamo che non siamo altro che animali che hanno sviluppato l’intelligenza come strumento di sopravvivenza. E nient’altro.

E non facciamo paragoni tra una operazione al cuore e una maternità surrogata. Stiamo paragonando una tecnologia sviluppata per salvare una vita con una tecnologia sviluppata solo per appagare il volere, non sempre ma a volte materialistico, di alcune coppie.

Conclusioni

Tutto questo sbrodolamento di parole per dire solo una cosa: io rispetto le opinioni altrui e vorrei che anche le mie fossero rispettate.

Non ti condanno se scegli questo modo per diventare genitore. Hai semplicemente letto la mia opinione sul tema, né più né meno.

Sono molto legato al concetto di natura, questo non significa che sono bigotto, con una mente chiusa e che non ragiono profondamente.

Come detto all’inizio, comunque, questa tecnologia è disponibile e non sarebbe possibile vietarla anche volendo. Quindi la mia posizione ufficiale è di regolamentare e legalizzare la maternità surrogata, prima che si sviluppino situazioni spiacevoli come donne povere sfruttate solo perché in grado di diventare madri.

E soprattutto di rendere chiaro il riconoscimento legale dei bambini nati grazie alla maternità surrogata.

Non sono di certo loro, che sono innocenti più di chiunque altro, a dover pagare le conseguenze del vero bigottismo della società.

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