Quel che rimane dell’estate in Sicilia
Basta soffermarsi un attimo per notare quanto l’uomo sia indifferente nei confronti della natura.

Ultimi giorni di Agosto: l’estate ormai è giunta al termine.
Questo 2017 è stato l’ennesimo anno dei tormentoni, dei selfie in riva al mare, dei falò e delle tende in spiaggia.
Abbiamo inseguito con fatica le “stelle cadenti”, con quella già assodata consapevolezza che i desideri non si avvereranno mai, o forse sì.
Mentre noi ci divertivamo, la Sicilia, terra di Sole e di mare, terra amara, continuava a bruciare sotto i nostri occhi.
Centinaia di incendi, ettari di terra bruciata, un deserto infernale.
Nessuna provincia è stata risparmiata dalla furia delle fiamme, spesso innescate volontariamente da gente senza scrupoli solo per racimolare qualche euro in più (a discapito di tutti, ma forse la crisi può giustificare anche questo?).
I giorni passavano, le feste e le sagre di paese pure.
Migliaia di persone hanno riempito le principali località turistiche, rendendo difficoltose pure le passeggiate durante la sera.
L’economia gira, i ristoranti si riempiono e si svuotano costantemente, le piazze sono un tripudio di luci, musica e divertimento.
Eppure se ognuno di noi avesse aperto bene gli occhi, ci saremmo resi conto di quanto siamo rimasti, ancora una volta, indifferenti nei confronti dell’ambiente circostante.
Alla “fine della serata” il risultato era uno ed uno solo: inquinamento.
Bicchieri di plastica ovunque, cestini della spazzatura stracolmi che quasi imploravano pietà, cannucce, tappi, cartoni etc.

Ma la natura non è rimasta a guardare: sembra passiva ma non lo è.
In realtà prova tristezza per noi e ci restituisce, con gli interessi, quanto le abbiamo “gentilmente” offerto in questi giorni di spensieratezza e divertimento.
Basta una mareggiata o un po’ di vento e il risultato è questo:



Addirittura Legambiente ci aveva già avvisati circa le pessime condizioni del nostro mare (vedi: https://www.legambiente.it/contenuti/articoli/goletta-verde-2017-news).
Siamo messi male e questa non è la classica frase per piangersi addosso; questa è la verità.
E la colpa non è del Governo, non è dei Sindaci. Qui i vitalizi e i privilegi della casta non c’entrano nulla, con buona pace dell’imperante spirito antipolitico.
C’è solo un privilegio: quello di poter vivere in un Mondo che ci offre tutto senza chiederci nulla in cambio se non un minimo di rispetto.
E noi stiamo mancando ciclicamente questa promessa.
