Cari amici (turbo)renziani

Cari amici (turbo)renziani, veri o solo qui su Facebook, volevo scrivere questo post da un po’ di tempo. Lo faccio adesso. Da parecchi mesi sui social network usate toni difficilmente distinguibili da quelli del M5S, laddove si dimostra che i grillini ormai di dividono in due categorie, i turborenziani e quelli del M5S. La propaganda è legittima, fare gli squadristi no. Se non distinguete il senso delle parole, se vi siete imbruttiti come i quarantenni che sfotteva Nanni Moretti, se vi indignate per ogni critica, osservazione, battuta, avete un problema serio. Non avete senso del tragicomico, ma solo del tragico, il che vi rende ipersensibili su cazzate e molto poco sensibili su cose serie (ma rivendico, come sempre ho fatto, il diritto di raccontare cose serie con leggerezza). Anziché berciare «eh, ma noi s’è preso il 40 per cento, ripartiamo da lì» — una roba che se l’avesse detta Bersani, avreste cominciato a ridere dopo mezzo secondo — chiedetevi perché dopo aver rappresentato una brillante novità negli ultimi anni, siete arrivati al risultato di domenica. Non date la colpa a Travaglio però, come leggo da ore, perché ricordate quelli del M5S che danno la colpa al Club Bilderberg. I grillini, i salviniani, saranno pure brutti sporchi e cattivi, ma voi non avete imparato nulla da Matteo Renzi, nonostante passiate le vostre giornate a fare il copia incolla delle sue frasi sui social. Uno che è criticabile ma che a differenza vostra ha la curiosità e il gusto per la — attenzione, attenzione — risata.

Baci, David

Like what you read? Give David Allegranti a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.