Euro e populismi. Le piroette di Luigi Di Maio e del M5s

«Populisti è un’etichetta che ci avete appiccicato voi, i media mainstream, e i partiti tradizionali che hanno tutto l’interesse di screditarci con luoghi comuni, ma questa definizione non ci apparteneva ieri e non ci appartiene oggi», dice Luigi Di Maio a Cernobbio. Non solo quindi le élite non puzzano più come un tempo, ma bisogna anche dimostrare di essere degni della loro attenzione. Scopriamo dal probabile candidato premier a Cinque Stelle che il partito di Grillo non è mai stato populista, anzi. Per non parlare poi dell’Unione Europea. Ormai i grillini non vogliono mollare il governo di Bruxelles. «Nessuno ha mai cambiato idea — ha detto Di Maio al Corriere — non abbiamo mai detto di voler uscire dall’Europa, anzi in diverse occasioni abbiamo invocato più Europa. Ma questo non significa che dobbiamo tenercela così com’è e di certo questo non può impedirci di chiedere un’Unione europea più giusta, più equa, più solidale». Per la verità, il M5s più volte ha chiesto un referendum sull’uscita dall’euro e in un post dell’anno scorso sul Sacro Blog, poi misteriosamente modificato, si diceva che «in Italia non si tiene un referendum sull’Europa dal 1989, ed i cittadini dovrebbero poter esprimere la loro opinione, senza dover sempre subire decisioni calate dall’alto». Sarà stata colpa del solito hacker oppure è il M5s che piroetta in continuazione? Tra poco ci dirà anche che Internet è una sòla.

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