Il gianniletta di Renzi

Da anni Marco Carrai, detto «Marchino» per la sua gracilità, non ha più una tessera di partito in tasca. Non gli servono, anzi lo appesantiscono nelle sue relazioni pubbliche e finanziarie. «Io non faccio politica», è una delle sue frasi preferite, spesso pronunciata dopo aver appena chiuso una telefonata con Matteo Renzi, di cui è amico intimo e consigliere. Un’amicizia nata dopo un lungo periodo in ospedale in gioventù; fu la madre a dirgli «Marco, c’è questo gruppo di ragazzi con cui potresti andare a mangiare la pizza…», tra di loro c’era anche il coetaneo Renzi. Un’amicizia così consolidata che Carrai, come ha spiegato lui stesso su «Libero», gli offre persino casa nel periodo in cui è sindaco e non può permettersi di spendere troppo.

Comunque, la politica attiva non manca al suo curriculum. Fiorentino, ma con solide radici a Greve in Chianti, dove vive la sua famiglia fieramente cattolica e anticomunista (il nonno fu fascista), al punto che lo stesso giovane Carrai, classe 1975 come Renzi, nel 1994 partecipò ai Club Forza Italia grevigiani. Già capo della segreteria di Renzi ai tempi della presidenza della Provincia, consigliere comunale nella Margherita dal 2004 al 2009, quando «Matteo» è diventato sindaco, ha preferito non tornare nel salone de’ Dugento, per dedicarsi soprattutto alle attività in cui rende meglio. Per un po’ però è stato consigliere politico del sindaco, a guardia del Consiglio comunale, prima di lasciare formalmente anche quell’incarico. Poliedrico, con una grande curiosità intellettuale, voracità di letture e conversazioni (in- tensi gli scambi con il professor Alberto Alesina), alterna incarichi nei consigli di amministrazione a curatele di libri sulle falsità di Dan Brown (Il Codice da Vinci: bugie e falsi storici, scritto insieme a Franco Cardini, Maurizio Seracini, autore delle ricerche sul- la battaglia di Anghiari, e John Paul Wauck, curatore di Un cammino attraverso il mondo di san Josemaria Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei).

Una giovane futura sposa (venticinque anni) al suo fianco — Francesca –, Carrai non ama farsi fotografare, tant’è che sulla Rete compaiono pochissimi suoi ritratti, né farsi riconoscere; men che meno, ama parlare con i giornali. Tutti lo cercano per avere notizie su Renzi, ma lui risponde sempre: «Io non tradisco un amico». «Sono diventato famoso senza mai parlare», ama ripetere Carrai. Ogni tanto firma qualche appello sui giornali: nel 2010 firmò una lettera scritta da Umberto Veronesi e Margherita Hack e inviata a Bersani per chiedergli maggiore apertura sulla questione nucleare: «Riterremmo innaturale e incomprensibile ogni chiusura preventiva su un tema che riguarda scelte strategiche di politica energetica, innovazione tecnologica e sviluppo industriale così critiche e con impatto di così lungo termine per il nostro Paese». Tra i firmatari c’era anche l’ex presidente di Enel Chicco Testa, suo amico. Nel 2011 sottoscrisse, sempre insieme a Testa e a Giuseppe Mussari — già presidente di Abi ma soprattutto ex presidente di Mps — un appello in cui chiedeva di contribuire a un fondo a favore della popolazione della Libia.

Nei salotti finanziari si muove con agilità, dà del tu a molti banchieri. È amico di Lorenzo Bini Smaghi, già membro del board della Bce, di Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit e presidente di Gemina. Ma non solo. È stato il trait d’union con molte delle star che Renzi ha raccolto attorno a sé: Alessandro Baricco, Oscar Farinetti, Luigi Zingales. Carrai colleziona cda e partecipazioni. È presidente dell’Aeroporto di Firenze, siede nel board della Scuola Holden di Baricco (ed è amico del presidente di Feltrinelli, Carlo), è nel consiglio di amministrazione di Cassa di Risparmio di Firenze, che è azionista di Banca Intesa con il 3,2%5. È stato amministratore delegato di Firenze Parcheggi. Abilissimo nella raccolta fondi, fu tra gli organizzatori della contestata cena milanese con Davide Serra. Era con Renzi quando il 19 luglio 2013 fece visita alla cancelliera Angela Merkel. Fu tra gli organizzatori dell’incontro, poi saltato, con Bill Clinton (incontro che nacque anche grazie all’amicizia con Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, il quale il 29 settembre 2012 portò in Italia l’ex presidente degli Stati Uniti per farlo intervenire all’inaugurazione di un suo nuovo stabilimento). È vicino a varie congreghe della fede, il cugino Paolo Carrai è stato fondatore e presidente della Compagnia delle Opere Toscana, braccio economico di Comunione e Liberazione. Il fratello di Paolo, invece, Leonardo Carrai, presiede il Banco Alimentare toscano, anch’esso nella galassia ciellina. Il fratello di Marco, Stefano, è nella società Chiantishire con Paolo Fresco, ex presidente della at e sponsor di Renzi, finanziario e non solo. Non mancano le frequentazioni trasversali e transnazionali che vanno dal già citato Bini Smaghi allo storico americano e repubblicano Michael Ledeen, già animatore dell’American Enterprise Institute, senza dimenticare l’amicizia con il nuovo ambasciatore americano in Italia John Phillips.

Un paio d’anni fa Renzi incontrò Phillips quando non era ancora ambasciatore, ma uno dei più attivi fundraisers di Barack Obama; da allora a coltivare il rapporto è stato Carrai. Su Facebook Carrai ha scritto che «vive a Gerusalemme». Non è vero, naturalmente, ma in Israele va spesso «per lavoro», dice sempre lui. Tra i posti più frequentati, Tel Aviv e, appunto, Gerusalemme. Uno dei suoi soci in affari è Jonathan Paci ci, fondatore della jp & Partners e attivista del Likud, partito nazionalista di centrodestra in Israele. Entrambi siedono nella Cambridge Management Consulting Labs, società di consulenza imprenditoriale partecipata al 14,29% da fb Group, società di investimenti di Franco Bernabè, ex ad di Telecom. Nel cda della Cambridge siedono il glio di Bernabè Marco Norberto, e anche Renato Attanasio Sica, ex di Value Partners. Oltre a questi cda, Carrai siede in quelli di Beauty Lab, c&t Crossmedia, Cki, d&c, Yourfuture. Si va da prodotti per la pulizia personale alla comunicazione. Cki, che si occupa di alberghi, è controllata dalla Kontact di Giorgio Moretti, fondatore del gruppo Dedalus e proprietario delle palestre Klab, molto note a Firenze.

Carrai, all’interno del Giglio magico, è molto invidiato dagli altri renziani, che lo hanno soprannominato «intelligence». Fra lui e il capo degli uomini di Renzi in Parlamento, Luca Lotti, non c’è grande simpatia. Invece è sempre andato molto d’accordo con Giuliano da Empoli. Insieme, alle primarie del 2012, erano una coppia super rodata: il primo architetto del programma, l’altro tessitore di relazioni di alto livello, organizzatore di cene e raccolte fondi. Insieme volarono con Renzi a Charlotte nel 2012, per la convention dei Democratici dove c’era anche Obama. Insieme erano al St. Regis di piazza Ognissanti, sempre due anni fa, al pranzo con Tony Blair.

[Tratto dal capitolo “Il giglio magico” del mio libro, “The Boy”, pubblicato da Marsilio nel 2014]