Sulle unioni civili in Italia
In Italia abbiamo un’usanza infondata, quella di dire “solo in Italia succedono queste cose”. Ecco, fatemelo dire anche a me per una volta, dati alla mano però: l’Italia è l’unico paese in Europa – o almeno l’Europa con cui ci confrontiamo – a negare l’unione civile alle coppie omosessuali.
Sono convinto che a fare come fanno gli altri non sempre ci si becchi, ma anche ragionando di testa propria (la mia, almeno) viene naturale vedere vantaggi. Far sì che due individui pronti ad impegnarsi a passare una vita insieme siano in grado di farlo non reca danni a nessun’altro, elimina una discriminazione esistente, rende più felici queste persone e le fa sentire più integrati in una società dove ancora a volte gli omosessuali sono accettati solo quando ridotti a macchiette in TV.
Una veloce ricerca su Google mostra che i motivi pro unione civile sono di natura laica, e portano ad un miglioramento della società. Quelli contro sono in genere di carattere discriminatorio, di tutela dei bambini – motivazione che non condivido – o religioso.
A proposito di religione, è ironico che i cattolici guardino storto il modo in cui nell’Islam è concepito il ruolo della donna (donna che in Italia ha acquisito diritto di voto giusto 70 anni fa – lotta dalla quale ne abbiamo guadagnato tutti), ma sempre per motivi religiosi neghi a parte della propria comunità il diritto sì al riconoscimento del loro amore, sì al sentirsi semplicemente uguali e non discriminati, ma anche la tutela legale alla coppia che deriva dall’unione civile.
Sono comunque convinto che noi italiani siamo fondamentamente empatici, e non è per cattiveria che ci si oppone. Se ognuno avesse più contatti con gay o lesbiche, molti ne appoggerebbero i diritti (che poi, ci sono omosessuali ai quali dell’unione civile o del matrimonio frega ben poco – esattamente come succede ad alcuni etero). Ma in realtà tutti ne abbiamo già molti, di contatti, anche non sapendolo: il barista dove facciamo colazione nel weekend, l’autista del bus che ci porta a lavoro, una nostra vecchia professoressa universitaria. Le persone sono più felici e rendono meglio quando si sentono parte integrante e ugualmente riconosciuta di una comunità. Di una società.
Facciamola per tutti noi quindi, questa cose delle unioni civili. Per un cappuccino, un viaggio, un’istruzione migliore. Dai, su Italia.