Premessa al programma per la segreteria regionale

Perchè nuove primarie del PD?


Dedicare oggi il nostro impegno alle primarie del PD, occuparci del PD, del suo essere e del suo agire, non significa occuparci di qualcosa altro rispetto ai problemi economici e sociali del nostro Paese. Significa creare un partito forte e con un chiaro progetto per il futuro, che sia capace di avviare e sostenere nel tempo la campagna di riforme di cui oggi ha bisogno la nostra comunità, la nostra Italia.

Le primarie per la scelta del segretario nazionale dell’8 dicembre 2013 hanno dato un risultato netto: i 2.814.801 votanti hanno approvato, col 67,5% di voti, la linea politica proposta da Matteo Renzi. Nel nostro Piemonte i 165.000 votanti hanno scelto Renzi col 68,9% dei voti. Un risultato incontrovertibile, che non è solo la scelta di un leader, ma soprattutto la richiesta di un cambiamento radicale.

Ora la nostra responsabilità come dirigenti del PD è di non perdere questo mandato di fiducia che tanti cittadini ci hanno accordato. Oggi il PD ed il suo segretario nazionale detengono il monopolio della speranza.

A noi si rivolgono le speranze dei tanti italiani che guardano con paura a ciò che il Paese ha di fronte, e che solo nel futuro del nostro partito vedono ancora una possibilità di riscatto nazionale. Dobbiamo mettere a frutto questo capitale di credibilità che ci troviamo tra le mani, impegnandoci ciascuno nel proprio ambito in un’azione di profondo cambiamento del nostro partito e delle istituzioni.

Alle primarie del 16 febbraio saremo chiamati a scegliere la persona del segretario regionale e a decidere strategie e progetti per rilanciare il PD piemontese, per offrire una credibile e forte proposta di governo capace di fare uscire la nostra Regione dall’attuale situazione di stallo.

La candidatura a segretario regionale del PD piemontese di Davide Gariglio nasce in continuità con l’esperienza di sostegno alla proposta politica di Matteo Renzi.

Vogliamo realizzare in Piemonte il progetto di partito e la proposta politica che Matteo Renzi si vuole realizzare a livello nazionale.

Le primarie del 16 febbraio saranno l’occasione per decidere come sarà il PD piemontese domani.

Crediamo in un confronto sereno e serio tra di noi, consapevoli che gli avversari non sono coloro che all’interno del PD hanno idee diverse dalle nostre, ma sono coloro con cui dovremo misurarci durante le prossime elezioni regionali.

Elezioni regionali che noi chiediamo che si possano svolgere il 25 maggio insieme alle europee e alle comunali, consentendo quindi di porre fine alla lunga agonia di questa Giunta, fallimentare e delegittimata, e facendo risparmiare ai piemontesi 43 milioni di euro, che proponiamo di utilizzare per finanziare i servizi sociali.

Un PD plurale, con idee diverse che convivono al proprio interno, rappresenta un’opportunità. Plurali non significa divisi, se sapremo accettare il confronto interno, aderire al progetto che risulterà maggioritario e lavorare in unità nel partito per realizzarlo. Realizzare questo PD è possibile.

Discutere, misurarsi e lavorare insieme con fraternità è l’obiettivo da perseguire in un partito che vuole essere davvero popolare e democratico.

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