I buoni propositi per la vita nuova

Molti criticano il 2014 con battute ciniche ed insulti, sperando che il 2015 sia un anno migliore, e che arrivi velocemente.
Partendo dal presupposto che non e’ un cambio di numero a poter migliorare la propria vita, bensi’ il modo di agire e vedere le cose, perche’ lamentarsi?
Personalmente, il 2014 e’ stato proprio un bell’anno. Il migliore degli ultimi, direi. Il 2013 posso dire che e’ stato il momento in cui mi sono sentito cambiare, ma l’anno il corso e’ quello dove ho applicato questa nuova visione delle cose.
E’ stato un periodo esaltante, pieno di grandi esperienze, insegnamenti, conoscenze e traguardi. Accanto ovviamente a molte sciocchezze e sbagli.
Ma voi davvero pensate che nel 2015 tutto questo non accadra’ nuovamente?
E’ questa alternanza che ci rende vivi, quando non c’e’ la desideriamo, e quando ne siamo immersi vorremmo allontanarla da noi. Non limitiamoci a vivere una vita “perfetta” e “sicura”, cerchiamo questi alti e bassi. Ecco il mio proposito per il 2015. Saro’ il primo ad andare fuori strada, ma dobbiamo provarci. E, come diceva il protagonista di un bellissimo (attenzione a questo aggettivo) film, “e’ una gran cosa quando realizzi di avere ancora l’abilita’ di sorprenderti. Ti fa chiedere cos’altro puoi fare che ti sei dimenticato.”.

Questo scrivevo un anno fa, a fine 2014. E adesso è il momento di tirare le somme.

Sono andato fuori strada, in questo 2015? Ho ricercato gli alti e i bassi?

In parte. In parte ho deviato dalla rotta stabilita, in parte mi sono adagiato su strade sicure e ben conosciute. Questo direi per la prima metà dell’anno.

Nella seconda metà, invece, ho ricuperato terreno. Ho buttato tanti importanti semini che si svilupperanno in questo 2016, e oltre.

Alcune esperienze, alcuni avvenimenti, per quanto piccoli, a livello interiore hanno avuto un grandissimo impatto e mi hanno dato forti insegnamenti su me stesso.

Quattro riflessioni che mi porto nel 2016:

  1. “Keep moving forward”
Sono come un Siddhartha moderno, sempre alla ricerca.

Così diceva Walt Disney, e io non posso che essere d’accordo. Bisogna darsi da fare, muoversi, mai fermarsi, bramare nuove esperienze, continuare una costante ricerca del proprio sé stesso, chiedersi del proprio futuro, senza mai pensare di poter affannosamente porre la parola “fine” alla brulicante ricerca.

2. “Il miglior modo per fare una cosa è smettere di parlarne ed iniziare a farla.”

Altra citazione di Walt Disney che mi viene in aiuto. E’ molto difficile, se non quasi impossibile, cambiare ciò che non ci piace se non ci attiviamo e interveniamo noi stessi in prima persona. Potremo avere qualche imprevisto colpo di fortuna ad aiutarci, ma mai qualcosa di forte e solido che modifichi stabilmente la situazione.

3. Io sono così.

A questo giro non ho citazioni ad aiutarmi. Mi basta semplicemente dire che dobbiamo essere noi stessi. Far sapere a tutti chi siamo, cosa abbiamo dentro, cosa pensiamo. Con fierezza.

4. Porre attenzioni alle nostre radici.

Le nostre origini sono tra le cose più importanti che abbiamo. Riflettere sulle nostre basi, valorizzare i nostri punti di partenza è necessario per capire chi siamo e dove vogliamo andare. Fermiamoci un secondo di più con la nostra famiglia, rispolveriamo passioni che avevamo da(più) piccoli, continuiamo tradizioni della nostra infanzia.

L’avevo scritto, il 2014 era stato il migliore degli ultimi anni. Batterlo sarebbe stato difficile, a questo giro, ma sento che il 2016 ne ha tutto il potenziale. Tutto mi spinge verso una certa direzione e un determinato modo di pensare, e questo me ne da la conferma. Il passo che porta da 0 a 1 è stato compiuto.

Ho intenzione a gennaio di (ri)leggere Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Sarà un ottimo modo per iniziare l’anno, perché si tratta di un’opera che mi ha cambiato e ha posto le radici di una vera e propria nuova fase. Sarà come iniziare a scoprirmi nuovamente passo dopo passo. Sarà una chiusura di cerchio ad inizio anno.