L’epidemia del fentanyl è una crisi internazionale

Marco Dell'Aguzzo
Nov 6 · 2 min read
(Jacquelyn Martin/AP)

Il mio amico, il presidente Xi, aveva detto che avrebbe fermato la vendita di fentanyl verso gli Stati Uniti — non è mai successo, e molti americani continuano a morire!». Poi, venti giorni dopo: «Sto ordinando a tutti i corrieri, inclusi FedEx, Amazon, UPS e il Post Office, di CERCARE & RESPINGERE tutte le consegne di fentanyl dalla Cina (o da qualsiasi altra parte!). Il fentanyl uccide 100.000 americani all’anno. Il presidente Xi aveva detto che tutto questo sarebbe finito — non è vero».

I due tweet risalgono allo scorso agosto e sono ovviamente di Donald Trump. Pochi caratteri, che raccontano però una storia grande. Della quale bisogna ricordare l’antefatto: dal 2013 al 2017 oltre 67.000 statunitensi sono morti a causa di un’overdose da oppioidi sintetici, ovvero sostanze simili alla morfina per gli effetti sul corpo ma che possono essere prodotte in laboratorio, senza bisogno del papavero da oppio. La maggior parte di queste morti sono state provocate dal fentanyl, un farmaco analgesico utilizzato nelle cure palliative ma estremamente forte — molto più dell’eroina — e quindi facilmente letale: due milligrammi appena, l’equivalente di un paio di grani di sale, sono già abbastanza per uccidere una persona. La crisi è così grave da essersi guadagnata un nome proprio, «epidemia degli oppioidi»; ha avuto inizio verso la fine degli anni Novanta, e da allora ha attraversato diverse fasi e stroncato un numero enorme di vite.

Nei tweet di Trump compaiono due punti centrali dell’epidemia degli oppioidi. Innanzitutto la Cina, che in questa storia svolge una parte fondamentale: è infatti da qui che proviene la maggior parte del fentanyl di contrabbando consumato negli Stati Uniti. In Cina ci sono migliaia di aziende farmaceutiche e chimiche che producono vaste quantità di fentanyl o di sostanze analoghe, rivendute poi illegalmente su Internet. Ad un qualsiasi cittadino americano basta accendere il computer per ordinare una dose di fentanyl e farsela recapitare a casa per posta. E qui si arriva all’altra questione toccata da Trump nei suoi tweet, ovvero il servizio postale statunitense e le sue vulnerabilità, sfruttate dai narcotrafficanti cinesi.

Nel tentativo di impedire l’incontro tra domanda e offerta, l’amministrazione Trump ha agito in due modi.

Trovi l’articolo completo sul numero 86 (novembre/dicembre 2019) di Eastwest.

Marco Dell'Aguzzo

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Scrivo su IL, eastwest e Aspenia. Mi occupo di esteri, soprattutto di Messico e Canada. Mi piacciono gli Allman Brothers.

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