Walking together

..ti ricordi ieri sera, quando abbiamo parlato del tipo che ha scritto quel bel post che ti ho condiviso, e che pensavi fosse mio. Ti ho detto, ma dai certo che scrive meglio di me, lui è inglese. 
E tu mi risposi, nono, non credo sia inglese. 
Hai sempre reso più interessante e particolare il mondo che mi circondava, e questa è una delle cose che mi manca di più. Più dettagli su cui parlare più sfumature che potevo cogliere e di cui potevo interessarmi.
Quando ti ho conosciuto vivevi in un laboratorio d’arte.

La cosa che più mi è rimasta impressa di ieri sera è stata l’onestà di nuovo con cui è successo tutto. Con cui ci siamo detti il passato che non abbiamo potuto vedere, il futuro che non vedremo più assieme, le considerazioni e i consigli, camminando vicini di nuovo anche se avevi la tosse, anche se i posti erano gli stessi ma noi no. Ancora una volta -per quanto riguarda me- non ho potuto che apprezzare come sei. Che non avrei voluto in realtà sarebbe stato forse tutto più facile per me poterti mandare a cagare in qualche modo, con qualche scusa, con qualche motivo valido per denigrarti o toglierti dal piedistallo in cui ti ho messo, dal primo giorno che ti ho vista.

Invece no. Invece dal piedistallo spesso ti togli tu da sola, -forse- ma io non riesco mai. Non è che non riesco, non posso. Ieri sera si è chiuso un cerchio, in un modo che -io- non ho mai potuto apprezzare, nelle coppie che si sono lasciate attorno a me. Ci siamo lasciati, siamo stati con altri, non prima di avermelo detto in faccia, ci siamo bloccati o dimenticati, ci siamo chiesti come stavamo allora in altri modi, e ci siamo sbloccati o ricordati, ci siamo spiegati, e ci siamo capiti. Abbiamo riso, ci siamo telefonati, ci siamo rivisti, ci siamo abbracciati, abbiamo riso, e ci siamo raccontati. 
Nessuno mente. Nessuno mette una maschera quando siamo solo io e te, era un test per me sai. Per te. Volevo capire se eri cambiata, perché avevo paura di questo, a volte penso che non capisco più niente. Volevo capire se visto la tua nuova vita o i tuoi nuovi amici io avessi per caso potuto conoscere x 3 anni una ragazza che non era lei; se ora non c’era più.

No eri sempre tu ieri sera, solo con la pelle molto più morbida, me ne sono accorto quando ho fatto lo scemo grattandoti mentre andavi via.

In tutta onestà, ieri sera ho avuto anche la triste consapevolezza che non saremmo ma più tornati assieme, mi sono sentito di nuovo un pò vuoto quando sono tornato a casa. Ma poi mi è passato -che ho imparato a buttarci qualcosa al volo dentro, un pò di tutto, quando mi sento così-
lacrime, Musica, parole, immagini, prospettive.

Io non lo so, a volte penso che siamo tutte formiche impazzite in questo mondo e nessuno in realtà sa bene dove deve andare, però tu eri una formica speciale.

That’s it.

“So we come
To a place of no return
Yours is the face, which makes my body burn
And here is the name, that our sons will learn:
Curse the beauty, curse the queen
Curse the beauty, leave me”
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