La strada dei cipressi

Un breve racconto fatto durante un viaggio in macchina in cui non sapevo cosa fare

Fate l’amore con il sapore
-motto di una nota casa gastronomica-

Ero solo, mentre tornavo a casa da una dura giornata di lavoro alla miniera. I lampioni emettevano una luce soffusa e l’atmosfera era alquanto tetra. Quella sera, come tutte del resto, sarei rimasto nella mia solitaria dimora a scrivere un altro pezzetto del mio primo romanzo, “l’anello spezzato”, che aveva l’unico scopo di descrivere il mio lutto per la perdita della mia compagna.

Mentre ero in cammino riuscii a scorgere una strana figura nell’ombra…

Inizialmente non ci ho fatto molto caso, ma dopo qualche secondo quella figura iniziò ad avvicinarsi molto velocemente. Mi preparavo al peggio, convinto di essere rapinato da qualche losco figuro con cattive intenzioni. Sotto la fioca luce si fece vedere una figura femminile molto magra e dall’altezza media, che avanzava a passo incerto. Appena arrivata di fronte a me, svenne dalla stanchezza.


Preoccupato per la sua salute la portai in casa mia il prima possibile e la misi sul letto per farla star comoda. Quando rinvenne ero seduto accanto al letto che la fissavo, con il cuore che palpitava come se avessi corso per kilometri.

Il suo viso era come angelico e i suoi capelli sembravano fatti d’oro. Appena svegliata chiese un bicchiere d’acqua con una voce molto dolce e soave, che cercai di porgerle subito. Più la guardavo più ero curioso di sapere la sua storia. Il suo corpo era armonioso e mi sentivo estremamente attratto da lei.


Quando lui si girò per darmi l’acqua che gli avevo chiesto, sfoderai rapidamente la corda di pianoforte che tenevo nello stivale e iniziai a soffocarlo. Quando il suo cuore, prima così rapido, smise di battere, lasciai la presa. Adesso potevo tranquillamente ripulire la casa


Morale: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio

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