Il vecchio fantastico italiano

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Spesso, quando si vuole rendere omaggio a un autore che scrive fantastico, si dice che il suo romanzo “travalica i canoni del genere,” come se la narrativa fantastica non fosse letteratura ma una sorta di hobby e che per essere considerati “veri” scrittori si debba appunto “travalicarne” i limiti (e per certa critica italiana sicuramente è così).

Ho letto L’Iguana di Anna Maria Ortese. Il libro non mi è piaciuto granché ma mi ha fatto pensare al fantastico italiano, no non alla situazione attuale del fantasy e della fantascienza in Italia, che a detta di molti è drammatica, ma alla tradizione di romanzi fantastici nella letteratura del novecento.

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Per capirci, L’Iguana è del 1965, non è un fantasy e nemmeno un romanzo di fantascienza, ma ha una componente fantastica, o “irreale” molto forte, sia nel flusso narrativo, piuttosto onirico, che nella storia vera e propria, visto che un personaggio importante è proprio un’iguana dai comportamenti umani. Anna Maria Ortese, seppur non famosa come le sue coeve, ad esempio Elsa Morante e Natalia Ginzburg, è comunque considerata una delle grandi scrittrici del Novecento e, mi verrebbe da dire “nonostante” la forte componente fantastica del suo libro (che sfocia nell’allegoria).

Allora mi chiedo: il fantastico nella letteratura italiana è sempre stato bistrattato come ai giorni nostri? Quali sono gli autori del XX secolo che hanno creato opere con forti componenti fantatstiche e hanno avuto un riconoscimento “letterario” oltre l’ambito della narrativa di genere? 
Penso ai classici Calvino e Buzzati, riconosciuti come autori che hanno dato un contributo alla letteratura “alta,” oltre alla succitata Ortese, ma non mi viene in mente nessun altro. Voi ne conoscete qualcuno? Sarei molto felice di ampliare la mia conoscenza in questo ambito.