Ho letto il tuo post con interesse, ma resto dell’idea che abbia ragione Burioni: la scienza non è…
Formamentis
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Grazie, Formamentis, per aver letto il mio post e per quello che scrivi.

Provo a rispondere dagli stessi due punti di vista che ho usato nell’articolo. Comincio con quello della democrazia, tentando di smitizzare un po’ il principio della maggioranza. Credo che la stragrande parte delle decisioni che riguardano la vita di una società democratica — o almeno sufficientemente democratica — la prenda sempre delle minoranze.

Il Governo di una nazione è una minoranza, rispetto a coloro di cui si occupano e per cui decidono e lo è anche il Parlamento, che pure fissa tasse e servizi per tutti. La giunta di un Comune è una minoranza, ma decide per tutti su scuole, asili, viabilità… e a guardar bene, nemmeno quando questi amministratori vengono eletti, ricevono la maggioranza assoluta — cioè la metà più uno — dei voti a disposizione (semmai è una maggioranza relativa).

Ma va bene così: la democrazia è un insieme di tante cose, alla base della quale ci devono essere regole chiare e condivise, e certo ci dev’essere la libertà d’espressione e la spinta alla partecipazione.

Dal punto di vista della scienza, mi torna in mente quello che lessi in un libro mentre preparavo Geometria, al primo anno di università: «la Geometria è quello che la maggioranza di coloro che se ne occupano dicano sia». Certo, la storia della scienza è piena di singoli ricercatori che hanno dato il giro a teorie precedenti: ma la loro intuizione, il loro nuovo punto di vista, a un certo punto è stato accettato dai suoi colleghi. Magari tardi, magari ci sono voluti anni però a un certo punto la comunità costituita da coloro che si occupano di un determinato argomento riconosce la validità di una certa teoria, sennò la storia finisce lì.

L’elettromagnetismo l’ha concepito Maxwell, ma alla fine le sue quattro equazioni hanno convinto tutti quelli che si occupavano di quella cosa lì. I quanti di energia, per risolvere il problema del corpo nero, li ha ipotizzati Planck, ma di lì a poco tutti quelli che indagavano sulla natura della materia li hanno dati per indiscutibili (e fa sorridere pensare che benché la costante di Planck sia al centro della meccanica quantistica, il buon Max Planck avesse non pochi dubbi, sulla strada che la teoria quantistica