Il lupo perde il pelo (ovvero, cosa ci faccio qui)

Me lo sono promesso, quindi tocca. Disattendere un buon proposito per l’anno nuovo giusto il primo gennaio sarebbe un pessimo inizio, e allora eccomi qui a inaugurare il mio (ennesimo?) angolo di web dove sproloquiare più o meno senza filtri.

Chissà perché, periodicamente, mi sale questa necessità di pubblicare quello che penso -tengo un diario da sempre, ma non è la stessa cosa. Penso possa avere a che fare con narcisismo e autoanalisi: per fortuna il narcisismo, di questi tempi, sembra ampiamente sdoganato e non devo preoccuparmi che il mio si noti troppo. Premesso tutto ciò, sarà doveroso a questo punto spendere qualche parola sul perché tutto questo e sul chi sono io.

Anzitutto, vorrei fare di questo spazio un contenitore di riflessioni: quasi ogni giorno ciò che mi capita intorno mi stimola a ragionare sui più svariati argomenti, e finisco per aver bisogno di raccontare ciò che elucubro. La ragione per cui esternerò tutto qui è che in questo modo forse non istigherò all’omicidio il fidanzato, le amiche, madre&fratello e quegli altri occasionali poveretti che si trovano a dover ascoltare le mie filippiche (appassionate, c’è da dire, perché sono una che ci mette il cuore). L’altra ragione è che, da quando ho iniziato a collaborare con un giornale online, ho quasi smesso di scrivere per me, e dopo tutti questi mesi sto iniziando a soffrirne un (bel) po’. Ergo, bisogna riequilibrare.

Dietro a tutto questo ci sono io, trentenne del 2015 che non osa pronunciare la parola “futuro” e vive in una costante condizione di profonda insicurezza. Ho un pessimo rapporto praticamente con qualsiasi cosa, e giusto per non farmi mancare niente ho anche la goffaggine di un elefante di pochi mesi. (E man mano che scrivo mi rendo sempre più conto di quanto tutto ciò abbia davvero a che vedere con l’autoanalisi.)

Bene.

E ora che il ghiaccio è incrinato e il mio primo post sta per andare online, posso salire sullo sgabellino virtuale e dare inizio alle conferenze. Chi vuole accomodarsi ad ascoltare è il benvenuto.